“Mi sono ravveduto”. Il giudice lo libera e lui… rapina subito un’altra donna

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Otto giorni di cella e una promessa strappata in fretta e furia: tanto è bastato a un giudice di Roma per credere al ravvedimento di un uomo, arrestato a giugno per stalking, e rimetterlo in libertà nonostante il parere contrario del pm. Una scelta basata sulle parole dell’indagato che si è tuttavia rivelata un errore clamoroso: appena due mesi dopo la scarcerazione, il soggetto ha aggredito e trascinato a terra una donna a Primavalle nel tentativo di rapinarla, mentre le indagini successive hanno fatto emergere un ulteriore episodio di violenza precedente. Di fronte a questa escalation, un nuovo giudice ha disposto il ritorno in carcere.Al di là della cronaca, questa vicenda mette a nudo un cortocircuito logico e istituzionale sconcertante, rivelando le contraddizioni di un sistema che sembra aver smarrito il contatto con la realtà. Può bastare qualche parola pronunciata da un indagato dopo appena otto giorni di carcere — un comodo «mi sono ravveduto», detto per tornare in libertà — per convincere un magistrato a ritenere superate le esigenze cautelari, nonostante il parere contrario della Procura e gli elementi disponibili? Un caso che ricorda quello del presunto pedofilo bengalese di Torino, subito liberato dopo l’aggressione ad una 13enne perché ritenuto incensurato e collaborativo.È proprio questo il punto. Le parole possono avere un peso, ma non possono sostituire i fatti. E quando si deve valutare il rischio che una persona torni a delinquere, il ravvedimento dichiarato dovrebbe essere misurato alla luce dei comportamenti concreti, dei precedenti e di tutti gli elementi emersi nel procedimento.La vicenda solleva così una questione che va ben oltre il singolo caso. Quanto peso può avere una promessa di ravvedimento pronunciata dopo appena otto giorni di carcere? E quanto, invece, devono pesare i fatti, i precedenti e gli elementi concreti nella valutazione delle esigenze di prevenzione?Salvatore Di Bartolo, 26 settembre 2026L'articolo “Mi sono ravveduto”. Il giudice lo libera e lui… rapina subito un’altra donna proviene da Nicolaporro.it.