Rifiuta una supplenza per un errore della scuola, docente sanzionata: «Non potrò piùlavorare per due anni»

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Ha rifiutato una supplenza e ora non può più lavorare per due anni scolastici. È la situazione in cui è finita la docente precaria che a Open aveva già raccontato di essere arrivata al rifiuto dopo di una cattedra dopo aver segnalato per mesi un problema nel caricamento dei suoi punteggi sulla piattaforma. L’errore era nato nella gestione dei dati da parte della scuola e non è mai stato corretto, nonostante le numerose segnalazioni che l’insegnante ha rivolto sia all’istituto che direttamente agli uffici scolastici. La docente ha presentato una diffida in autotutela, ma non è stata accolta. Ora sta valutando se impugnare il provvedimento.L’errore nei punteggiIl punto da cui parte tutto è il mese di marzo. Mancavano ancora diverse settimane alla chiusura della procedura per la presentazione delle domande di supplenza e la docente aveva già riscontrato problemi nei servizi di lavoro che risultavano caricati. Da quel momento, racconta, sono iniziati i contatti con la segreteria scolastica, il sistema informativo del ministero e gli uffici scolastici. «Io ho telefonato, mandato mail all’amministrazione, ma non hanno mai corretto. Praticamente, non mi hanno calcolato diverse supplenze svolte in più scuole, quindi ho avuto un punteggio basso e mi hanno assegnato a una scuola molto più in basso nella lista che avevo compilato, quindi ho rifiutato e fatto una diffida di autotutela per non subire la sanzione», spiega. «Loro sostengono che quando è stata aperta una finestra dei 5 giorni in cui si poteva fare reclamo, io non l’ho fatto in tempo, ma io l’avevo già segnalato mesi prima all’amministrazione e l’errore era loro. Inoltre, l’amministrazione in autotutela può intervenire anche al di fuori di quella finestra», aggiunge.«Non mi fanno più lavorare»«La sanzione che mi hanno inflitto per l’intero biennio 2026-2028 consiste nel non poter accettare per due anni scolastici supplenze annuali, ovvero quelle con contratto fino al 31 agosto o al 30 giugno in ogni provincia e in ogni regione del territorio nazionale», spiega. Restano possibili, in determinate condizioni, solo le supplenze brevi, ma anche su queste la docente riferisce che la scuola può decidere se applicare o meno la sanzione. È proprio questo il passaggio che oggi considera più difficile da accettare. La sanzione è arrivata dopo il rifiuto di una supplenza che, ricorda la docente, non avrebbe comunque potuto sostenere alle condizioni proposte. «Mi trovo in una situazione complessa e allo stesso tempo beffarda perché sono inserita negli elenchi regionali della mia regione per aver superato due concorsi. Ma per un errore che non dipende da me non posso lavorare», racconta.La posizione dell’amministrazione scolasticaLa docente contesta soprattutto il fatto che l’amministrazione abbia concentrato la propria risposta sul momento della pubblicazione delle graduatorie. Nel rigetto della diffida di autotutela, racconta, l’ufficio ha richiamato il termine di cinque giorni per presentare reclamo contro la graduatoria. «Quando la dirigente amministrativa dell’ufficio scolastico mi ha chiesto dove fossi nei cinque giorni dalla pubblicazione delle graduatorie e io le ho risposto piuttosto dove fossero loro tutti i mesi precedenti, a partire da marzo, quando ho iniziato a contattarli per segnalare gli errori», riferisce. La sua tesi è che la questione non possa essere considerata semplicemente come un reclamo presentato in ritardo, perché il problema era stato segnalato mesi prima della pubblicazione delle graduatorie.Gli errori mai correttiÈ qui che, nella ricostruzione della docente, si sarebbe creato il cortocircuito. Lei sostiene di aver segnalato il problema alla scuola, la scuola le avrebbe risposto che era tutto a posto e, dopo un ulteriore contatto con l’ufficio scolastico, non sarebbe comunque arrivata una correzione. «Il ministero non solo mi sta facendo pagare ingiustamente un errore commesso dalla sua amministrazione, ma l’avrei pagato anche qualora avessi accettato quel posto», dice. «Pago un affitto di casa con il mio compagno in cui risiedo e avrei dovuto pagare un altro affitto perché altrimenti mi aspettavano quattro ore di viaggio al giorno, tra andata e ritorno. La posizione, inoltre, è in una zona fragile con le strade dismesse e non raggiungibile coi mezzi pubblici». Adesso resta da capire se il caso finirà davanti a un giudice.L'articolo Rifiuta una supplenza per un errore della scuola, docente sanzionata: «Non potrò più lavorare per due anni» proviene da Open.