L’Italia resta in procedura di infrazione: cosa comporta per la manovra e i conti pubblici

Wait 5 sec.

 I tempi supplementari non sono bastati a centrare l’obiettivo del 2,9%. La conferma da parte dell’Istat del rapporto deficit/Pil 2025 al 3,1%, come già anticipato in aprile, cancella le speranze dell’esecutivo di un’uscita anticipata, già quest’anno, dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo. Secondo i calcoli effettuati nei mesi scorsi per agganciare l’obiettivo sarebbero servito uno scarto di circa 2 miliardi, invece, il disavanzo cresce di 355 milioni. Questo impone ancora alcuni mesi di un piano di rientro rigoroso e con ogni probabilità una manovra all’insegna della prudenza. Come sottolineato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il traguardo viene formalmente rinviato, “coerentemente con i dati già espressi nel Dfp, questo potrà accadere nel 2027”. La clausola di salvaguardia nazionaleCosa comporta ora tenere ancora acceso il faro europeo sui conti pubblici? Anche se la procedura di infrazione non comporta una sanzione, in primo luogo ha un impatto diretto sull’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale per investimenti in difesa ed energia chiesto dall’Italia. In poche parole, il margine di flessibilità richiesto – lo 0,6% del Pil per l’energia e lo 0,9% per la difesa nel triennio nel 2026-2028 – potrebbe non essere utilizzato liberamente. Tali spese aggiuntive (14 miliardi per la sicurezza energetica e 22 per la difesa), vanno comunque finanziate: la clausola crea spazio rispetto al vincolo della spesa netta, ma non ‘regala’ 36 miliardi al bilancio. Per l’Italia, ha sottolineato l’Osservatorio sui Conti pubblici della Cattolica, in un articolo firmato dal professor Giampaolo Galli, attivare la clausola è conveniente in quanto permette di realizzare maggiori spese senza che vi sia un inasprimento della procedura ma “per come sono scritte le regole europee, non è possibile uscire dalla procedura utilizzando la clausola; a questo fine, il deficit del 2027 dovrebbe scendere sotto il 3% anche includendo le spese in difesa ed energia”. Questo potrebbe portare alla scelta di rinunciare a una fetta di quella flessibilità per il prossimo anno. Le conseguenze sulla manovraLa seconda conseguenza indiretta è sulla prossima legge di bilancio, che dovrà confermare il percorso di discesa del deficit. Inoltre, qualcuno aveva ipotizzato di ‘stornare’ sul capitolo flessibilità qualche spesa già prevista, liberando spazio per nuove misure. Un po’ come accaduto con il Pnrr, i cui risparmi sono stati impiegati per finanziare l’abolizione del bollo auto per il 2027. Ma restando all’interno della procedura il sentiero rimane stretto.Questo articolo L’Italia resta in procedura di infrazione: cosa comporta per la manovra e i conti pubblici proviene da LaPresse