Novità normative in arrivo sul fronte della chirurgia plastica e non solo, a tutela dei pazienti e degli specialisti. Ad annunciarle, dal palco del 74.mo Congresso nazionale della Società Italiana di Chirurgia plastica ricostruttiva, rigenerativa ed estetica, sono il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto e il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. Chirurgia plastica, chi fa cosa“Alla Camera dei deputati, nel cosiddetto decreto prestazioni sanitarie, è incardinato un emendamento, condiviso con la comunità scientifica, quindi non solo i chirurghi plastici, ma in maniera largamente condivisa anche gli odontoiatri, i medici medicina generale e tutto il mondo della della sanità. L’emendamento – ha spiegato Gemmato dal palco della Sicpre – va a perimetrare le competenze in tema di chirurgia plastica, evitando le distorsioni che purtroppo la cronaca quotidiana evidenzia”. Gemmato pensa a “donne e uomini che, purtroppo, si affidano a non specialisti, addirittura alcune volte anche a non medici, per prestazioni di chirurgia plastica, con gravi danni permanenti e in alcuni casi addirittura la morte. Il legislatore interviene in maniera puntuale. Ho ribadito la volontà del governo di andare avanti in tal senso e siamo sicuri che questa volontà si tradurrà in un atto concreto”, ha affermato il sottosegretario alla Salute.In arrivo la Schillaci-Sisto, di che si trattaDal canto suo Francesco Paolo Sisto ha anticipato i contenuti di quella che che si potrebbe definire la legge Schillaci-Sisto, un superamento della Gelli-Bianco che consentirà ai professionisti della salute, chirurghi plastici compresi, di essere penalmente responsabili soltanto per colpa grave. L’obiettivo è garantire ai professionisti della salute condizioni di lavoro più serene, evitando il ricorso alla medicina difensiva. Sisto descrive un sistema in cui gli operatori sanitari, seguendo le linee guida e documentando accuratamente il proprio operato, possano sentirsi tutelati e pienamente adempienti ai propri obblighi professionali e legali. “Un passaggio fondamentale nell’interesse dei pazienti, perché è chiaro che un medico più adempiente è un vantaggio per i suoi pazienti – ha chiarito Sisto – Il giudice, per stabilire se c’è colpa grave, dovrà seguire alcuni step”, verificando la presenza o meno di alcuni elementi chiave. Il principio, più volte illustrato da Sisto, è chiaro: chi si attiene a linee guida o buone pratiche deve rispondere solo in caso di colpa grave. La novità è legata al fatto di dover tener conto del contesto, delle risorse disponibili, delle condizioni organizzative, dell’urgenza e della complessità dei casi. A tutela del lavoro del medico, sì, ma anche dei diritti del paziente di ricevere la migliore assistenza possibile.Un momento del Congresso Società italiana chirurgia plastica a BariQuesto articolo Chirurgia plastica, Gemmato e Sisto annunciano novità normative proviene da LaPresse