Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affrontato molti dei suoi temi ricorrenti nel discorso che ha tenuto all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite giovedì 24 settembre, tra cui la minaccia rappresentata dall’Iran e la determinazione del popolo ebraico a resistere ai tentativi di annientarlo.Secondo il Times of Israel, tuttavia, diversi osservatori sono rimasti stupiti del fatto che in tutto il discorso abbia citato il presidente americano Donald Trump solo una volta, oltre a non esporre prove concrete del programma nucleare e missilistico iraniano.I Paesi nemiciOltre all’Iran, Netanyahu ha attaccato anche la Turchia e il Qatar, accusati di diffondere disinformazione e di sostenere Hamas. Il Qatar, in particolare, per anni ha speso miliardi di dollari per finanziare le università americane e utilizzato la sua emittente statale Al Jazeera per “fare il lavaggio del cervello alle giovani menti affinché odiassero Israele, odiassero l’America, odiassero l’Occidente”, ha dichiarato.Ha inoltre attaccato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, definendolo un “tiranno” che “predica la distruzione d’Israele ogni giorno”. Ha puntato il dito sul fatto che Erdogan ha fatto assassinare migliaia di curdi, occupa illegalmente il nord di Cipro e ha fatto incarcerare diversi giornalisti.Durante il discorso, molti delegati hanno lasciato l’aula, specialmente dei Paesi arabi e islamici. Tuttavia, ci sono state delle eccezioni: il rappresentante degli Emirati Arabi Uniti, oggi uno dei principali alleati d’Israele nel mondo arabo, è rimasto ad ascoltare.La guerra a GazaPassando alla guerra a Gaza, Netanyahu ha reagito con fermezza all’accusa di genocidio. “Israele non ha commesso un genocidio. Israele ha impedito il genocidio”, ha detto il premier israeliano, sostenendo che gli “amichetti di Hamas” del sindaco di New York Zohran Mamdani, che aveva minacciato di farlo arrestare, avrebbero ucciso ogni singolo ebreo se avessero potuto.Netanyahu ha definito l’accusa di genocidio “la più grande bugia del secolo” e sottolineato le vaccinazioni e le scorte di cibo che Israele ha fatto entrare a Gaza. “Abbiamo preso innumerevoli misure per proteggere la popolazione civile”, ha detto. “Saluto il coraggio del popolo di Israele. Saluto il coraggio dei nostri coraggiosi soldati, ebrei, musulmani, cristiani, drusi. L’esercito più morale del mondo, l’Idf”.L’ipocrisia occidentaleHa puntato il dito anche contro i leader occidentali che hanno approvato sanzioni contro gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, affermando che tali leader hanno “paura di difendere la libertà”. Ha aggiunto che l’Europa deve scegliere tra “la fratellanza delle democrazie, o la Fratellanza Musulmana”. E per quanto riguarda le violenze in Cisgiordania, ha accusato i media di concentrarsi su “una manciata di giovani delinquenti”, che provocherebbero molti meno morti rispetto alle migliaia di attentati terroristici perpetrati da palestinesi.Parlando del presidente francese Emmanuel Macron, che questa settimana ha sostenuto che Hamas “non ha mai operato” in Cisgiordania, Netanyahu ha smontato questa falsità, rimarcando il fatto che un cittadino francese, Netanel Shukrun, è stato assassinato pochi giorni prima nella West Bank.Il primo ministro israeliano ha anche ribattuto ai manifestanti fuori dalla sede dell’Onu a New York e a coloro che hanno accusato Israele in tempi recenti di rendere la vita difficile ai cristiani. Ha chiesto dov’erano gli stessi manifestanti quando il regime iraniano ha massacrato decine di migliaia dei suoi stessi cittadini, e rimarcato il fatto che in Israele la popolazione cristiana è in aumento, contrariamente a quanto avviene a Betlemme sotto l’Autorità Nazionale Palestinese.Il discorso visto dai media israelianiSulle maggiori testate israeliane, sono uscite analisi contrastanti sul discorso di Netanyahu alle Nazioni Unite. Tuttavia, ci sono stati anche punti di convergenza.Un’analisi pubblicata su Ynet ha paragonato il suo discorso al motto “sangue, lacrime e sudore” di Winston Churchill, mentre un editoriale apparso sul Jerusalem Post ha esaltato il fatto che “il suo inglese era impeccabile, la sua fiducia in sé stesso straordinaria”, sottolineando il fatto che ha fatto spesso ricorso a riferimenti biblici per rivendicare il legame del popolo ebraico con quella terra.Tuttavia, entrambi gli articoli hanno sottolineato il fatto che rispetto ai suoi precedenti interventi all’Onu, Netanyahu non ha offerto una visione su come raggiungere la pace; il suo discorso sembra un invito alla resilienza e al rimanere uniti e combattivi, ma senza offrire una speranza a lungo termine. Ynet si è spinto anche oltre, sostenendo che in vista delle elezioni israeliane previste per il 27 ottobre, il discorso del premier sembrava più indirizzato alla sua base elettorale che al mondo.L'articolo Attacchi ai nemici e all’ipocrisia europea: il potente discorso di Netanyahu all’Onu proviene da Nicolaporro.it.