Nessuna tregua in vista tra Stati Uniti e Iran. Donald Trump ha respinto la proposta iraniana per una pausa di sette giorni ed è intenzionato a riprendere i bombardamenti contro Teheran dopo le elezioni di metà mandato, secondo quanto riferisce il Wall Street Journal, citando alcune fonti. Il piano avanzato dall’Iran prevedeva la riapertura dello Stretto di Hormuz e la ripresa dei negoziati sul programma nucleare in cambio della revoca del blocco americano. Intanto, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che l’Iran potrebbe consentire il ritorno degli ispettori nucleari dell’Onu.Cosa prevedeva la proposta dell’IranLa proposta iraniana riprendeva in larga parte il memorandum d’intesa discusso a giugno, ma con tempi più rapidi. Secondo quanto riferito da Araghchi e riportato dal New York Times, le condizioni prevedevano che nell’arco dei sette giorni cessassero tutte le ostilità, comprese quelle in Libano. Teheran chiedeva inoltre lo sblocco dei beni iraniani congelati negli Stati Uniti, la revoca delle sanzioni sul petrolio iraniano e la fine del blocco navale imposto all’Iran. L’ultimo giorno sarebbe dovuta arrivare la riapertura dello Stretto di Hormuz. Una volta trascorsi i sette giorni, sarebbero dovuti iniziare immediatamente i negoziati sul programma nucleare iraniano. «Noi non vogliamo continuare la guerra. È l’America a dover scegliere se porvi fine o meno», aveva dichiarato Pezeshkian in un’intervista a Fox News.Negoziati all’Onu, Rubio: «Nessuna svolta»La proposta iraniana era arrivata mentre i negoziatori americani cercavano di rilanciare la diplomazia a margine dell’Assemblea generale dell’Onu. Un incontro di tre ore tra funzionari statunitensi e iraniani, mediato dal Qatar, non ha però prodotto una svolta, secondo quanto riferito dal segretario di Stato americano Marco Rubio. Il portavoce della diplomazia iraniana Esmail Baghaei aveva lasciato aperta la possibilità di ulteriori incontri nei prossimi giorni attraverso intermediari.Il ruolo della CinaLa questione iraniana è stata affrontata anche durante l’incontro tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping. Washington accusa Pechino di fornire sostegno economico, di intelligence e militare alla Repubblica islamica, ostacolando così il tentativo americano di isolare Teheran. Trump ha chiesto a Xi di interrompere il sostegno alla Repubblica islamica. L’ambasciatore americano in Cina David Perdue ha riferito che Washington aveva già avvertito Pechino nelle settimane precedenti che qualsiasi aiuto all’Iran, diretto o indiretto, sarebbe stato considerato «totalmente inaccettabile». Secondo Perdue, gli Stati Uniti avrebbero visto segnali di una riduzione del sostegno cinese: «Abbiamo visto prove del fatto che ci hanno ascoltato, hanno rimosso alcune cose», ha dichiarato il diplomatico. Anche Xi avrebbe auspicato un ritorno ai termini del memorandum raggiunto a giugno. Ma nella notte è arrivato il «no» del presidente statunitense.Foto copertina: ANSA/EPA/MADS CLAUS RASMUSSEN | Trump alla cerimonia della firma di un accordo trilaterale sulla sicurezza artica, 22 settembre 2026L'articolo Trump respinge il piano dell’Iran, «no» alla tregua di sette giorni: «Riprenderemo i bombardamenti dopo le midterm» proviene da Open.