Non un’autobiografia e nemmeno, almeno ufficialmente, un manifesto congressuale. Ma dietro le 208 pagine de Il coraggio di governare di Roberto Occhiuto c’è molto più del racconto dell’esperienza alla guida della Calabria. C’è un’idea di Forza Italia. Il volume, edito da Piemme e in libreria dal 29 settembre, sarà presentato il giorno successivo, mercoledì 30 settembre alle 15, alla Mondadori Bookstore della Galleria Alberto Sordi, a due passi da Palazzo Chigi e Montecitorio. A dialogare con il governatore calabrese e vicesegretario nazionale di Forza Italia sarà David Parenzo.La data e soprattutto il luogo aiutano a dare all’appuntamento un significato che va oltre quello editoriale. Perché Occhiuto da mesi ha aperto, senza trasformarla in una battaglia contro Antonio Tajani, una discussione sull’identità del partito. La sua tesi è nota: la stagione successiva a Silvio Berlusconi non può ridursi alla gestione dell’esistente. A gennaio aveva invocato il recupero di un pensiero «riformista e liberista», spiegando di non essere interessato a guerre congressuali. Più recentemente ha ribadito il concetto con una formula ancora più netta: un partito che discute di temi è vivo, uno che parla soltanto di equilibri e congressi è morto. Ed è qui che il libro diventa politico.Il sottotitolo, Idee liberali, la forza di realizzarle, contiene già buona parte della ricetta Occhiuto: meno tattica, più amministrazione; meno posizionamenti interni, più risultati; meno nostalgia e più capacità di tradurre l’eredità berlusconiana nel linguaggio del 2026. Sanità, energia, migrazioni, sviluppo economico, conti pubblici e diritti individuali diventano nel volume altrettanti terreni sui quali misurare un liberalismo che, nelle intenzioni dell’autore, deve tornare a essere soprattutto azione di governo. Una linea che acquista peso proprio mentre Forza Italia si interroga sul proprio spazio nel centrodestra e subisce anche la concorrenza di Futuro Nazionale. Occhiuto ha scelto su questo un confine preciso: niente rincorsa a Roberto Vannacci e, al contrario, tentativo di recuperare l’elettorato moderato e riformista.È la stessa impostazione con cui ha chiesto agli azzurri di tornare allo «spirito originario» del partito e di avere il coraggio di sostenere anche riforme impopolari quando ritenute necessarie. Il governatore continua a ripetere di non cercare incarichi e già a maggio si era sfilato dalla corsa alla leadership, ricordando di avere davanti cinque anni di lavoro in Calabria. Ma proprio per questo l’operazione-libro può diventare interessante: non una candidatura dichiarata, bensì la costruzione di una piattaforma politica. Persino il titolo sembra scelto per marcare una differenza. Il coraggio di governare significa assumersi il rischio di decidere, rompere consuetudini e rendite di posizione, avanzare proposte e poi sottoporle alla prova dei risultati. È, in fondo, la Forza Italia che Occhiuto immagina per il dopo-Berlusconi: non un partito che smette di custodirne l’eredità, ma uno che prova a dimostrare di saperla utilizzare ancora.Il 30 settembre alla Galleria Alberto Sordi si presenterà dunque un libro. Ma tra una domanda di Parenzo e una risposta di Occhiuto potrebbe cominciare a prendere forma anche qualcosa di più: la discussione su quale Forza Italia arriverà all’appuntamento con il 2027.Michel Dessì, 23 settembre 2026L'articolo Il futuro di Forza Italia passa (anche) da questo libro proviene da Nicolaporro.it.