Etiopia. Riprendono i combattimenti nel Tigrè, sospesi i voli verso Mekelle, Axum e Shire

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La tensione torna a salire rapidamente nel nord dell’Etiopia, dove nuovi combattimenti tra le forze federali e quelle tigrine stanno mettendo sotto pressione l’accordo di Pretoria che nel novembre 2022 aveva posto fine a due anni di guerra. Gli scontri interessano soprattutto le aree contese lungo il confine tra Tigray e Amhara, mentre Ethiopian Airlines ha sospeso i collegamenti con Mekelle, Axum e Shire.Le informazioni provenienti dalla regione restano frammentarie e in parte legate alle rispettive parti. Fonti tigrine sostengono che le proprie forze abbiano assunto il controllo degli aeroporti di Mekelle, Axum e Shire. La sospensione dei voli verso le tre città è confermata, ma il controllo militare delle infrastrutture e le circostanze nelle quali sarebbe avvenuto non risultano ancora verificabili indipendentemente.Il nuovo fronte più delicato riguarda Waja e Timuga, località situate lungo una delle aree contese tra Tigrè e Amhara. Secondo le informazioni circolate nelle ultime ore, reparti dell’esercito federale etiope sarebbero entrati nelle due zone, provocando una reazione delle forze tigrine. Anche in questo caso le versioni sull’andamento delle operazioni divergono e non esiste ancora un bilancio indipendente delle perdite.La ripresa degli scontri riporta l’attenzione sul fragile equilibrio costruito con l’accordo di Pretoria del 2 novembre 2022. L’intesa tra il governo federale e il Fronte popolare di liberazione del Tigrè aveva formalmente concluso una guerra iniziata nel novembre 2020 e costata un numero enorme di vittime, oltre ad avere provocato sfollamenti di massa e una grave crisi umanitaria.L’accordo aveva previsto la cessazione delle ostilità, il disarmo delle forze tigrine, il ripristino dell’autorità federale e la progressiva normalizzazione della regione. Alcune delle questioni territoriali più controverse erano tuttavia rimaste irrisolte, in particolare quelle relative alle aree rivendicate sia dal Tigrè sia dalla regione Amhara.Proprio il controllo di questi territori rappresenta uno dei principali punti di frizione. Durante la guerra le forze amhara avevano assunto il controllo di zone precedentemente amministrate dal Tigrè. La leadership tigrina ne ha successivamente chiesto la restituzione, mentre esponenti amhara sostengono che quei territori appartengano storicamente alla loro regione.La presenza dell’esercito federale nelle zone contese assume quindi un significato particolarmente delicato. Addis Abeba deve contemporaneamente gestire le richieste del Tigrè, le rivendicazioni amhara e la necessità di impedire che le tensioni locali provochino una nuova guerra su vasta scala.A rendere ulteriormente instabile il quadro contribuiscono le divisioni interne al Tigrè. Negli ultimi mesi sono emerse forti tensioni all’interno del TPLF e tra differenti componenti politiche e militari della regione, mentre il processo previsto dall’accordo di Pretoria non è stato completato.La sospensione dei voli rappresenta un segnale particolarmente significativo. Mekelle è il principale centro politico ed economico del Tigrè e il suo aeroporto costituisce uno dei collegamenti essenziali tra la regione e il resto dell’Etiopia. Axum e Shire sono altrettanto importanti per gli spostamenti della popolazione e per l’accesso delle organizzazioni umanitarie.Un’interruzione prolungata dei collegamenti rischierebbe quindi di avere conseguenze che vanno oltre l’aspetto militare, rendendo più difficili gli spostamenti e le operazioni umanitarie in una regione che non ha ancora superato completamente le conseguenze della guerra del 2020-2022.Per il momento non vi sono elementi sufficienti per parlare di un ritorno a un conflitto delle dimensioni di quello precedente. La contemporanea ripresa dei combattimenti nelle aree contese, il movimento delle forze federali e tigrine e la sospensione dei collegamenti aerei indicano tuttavia un deterioramento significativo della sicurezza.Il nodo rimane l’attuazione dell’accordo di Pretoria. Finché non verranno definite in maniera condivisa la gestione delle aree contese, la presenza delle diverse forze armate e il futuro assetto politico e amministrativo del Tigrè, ogni movimento militare lungo la linea di contatto rischia di trasformarsi rapidamente in una nuova escalation.