Salvini perde voti ma batte tutti raccogliendo soldi dagli imprenditori. Dopo di lui c’è Tajani, altro leader di un partito in crisi di consensi

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Anche se guida il partito che da inizio anno nei sondaggi ha perso più consensi, Matteo Salvini con la sua Lega nel 2026 è risultato il leader politico più attrattivo per i finanziamenti delle imprese. La sua Lega per Salvini premier ha incassato nella tesoreria nazionale 3,059 milioni di euro, attraverso il contributo degli eletti in Parlamento ma soprattutto per decine di versamenti di medie e piccole imprese italiane. Al secondo posto nella raccolta fondi nazionale c’è un altro partito in crisi per i sondaggi: Forza Italia, guidata da Antonio Tajani, che ha raccolto 2,199 milioni di euro da inizio anno in parte dai propri eletti ma soprattutto dalle imprese.A livello nazionale la terza piazza è quella del Movimento 5 stelle di Giuseppe Conte che ha raccolto poco meno (2,179 milioni di euro), ma solo dai propri eletti. Stessa caratteristica per Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni (1,892 milioni di euro), che da inizio anno ha di fatto raccolto solo dagli eletti visto che il solo contributo di una persona giuridica viene dalle Farmacie Gemmato del sottosegretario alla Salute meloniano Marcello Gemmato. Nessun contributo di azienda nemmeno per il partito democratico che a livello nazionale si piazza al quinto posto nella raccolta con 1,348 milioni di euro.Con la raccolta fondi a livello locale la più ricca è invece Elly Schlein (davanti alla Meloni)La classifica 2026 dei finanziamenti alla politica cambia radicalmente se a quella del partito nazionale si somma la raccolta soldi delle strutture territoriali. Al primo posto qui c’è Elly Schlein che con il Pd ha incassato da inizio anno finanziamenti diretti tutti dagli eletti nazionali e locali per 6,591 milioni di euro. Secondo posto per la Meloni con FdI (6,140 milioni di euro) e terzo posto per Salvini con 4,440 milioni di euro. Arretra di una posizione anche il M5s di Conte che ha raccolto in tutto 3,605 milioni di euro, seguita da Forza Italia che ha incassato i contributi praticamente solo con la tesoreria nazionale (mancano ancora quelli della famiglia Berlusconi che sono i più pesanti, raggiungendo ognuno il massimo consentito di 100 mila euro l’anno.Elly Schlein, segretaria del Partito democraticoGli imprenditori che hanno versato a Salvini e Scaroni che ha aiutato TajaniL’attrazione di Salvini sulle imprese è in parte legata al suo ruolo da ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma anche alla capacità di ottenere quei contributi della rete dei fund raiser locali del partito. Anche durante gli ultimi mesi estivi la Lega ha primeggiato nei finanziamenti delle imprese, di solito per somme non troppo rilevanti (contributi di 10 o 25 mila euro). Fra questi i 25 mila euro versati dal Consorzio italia servizi dell’abruzzese Antonio Colasante, l’analoga cifra che arriva da Antonio Marchese della Soft Strategy- Nethex, dalla Cheminvest di Bergamo, dalla Carbotermo spa, dalla Innovatec di Milano e dalla Sostenya green del medesimo gruppo della famiglia Colucci, oppure i 10 mila euro versati dalla Ginevra Narcisa srl che gestisce il Ginevra Palace Hotel di Roma, un tre stelle del quartiere Aurelio e da tante altre imprese. Anche Forza Italia ha incassato questa estate contributi di quel valore (ad esempio i 30 mila euro della Mag spa) e un contributo vip da 20 mila euro versato a titolo personale dal presidente dell’Enel e consigliere del Milan, Paolo Scaroni.Paolo Scaroni, presidente dell’Enel e consigliere del MilanL'articolo Salvini perde voti ma batte tutti raccogliendo soldi dagli imprenditori. Dopo di lui c’è Tajani, altro leader di un partito in crisi di consensi proviene da Open.