Capita che chi ha dovuto fermarsi per ragioni politiche continui a lavorare meglio di chi ha mantenuto gli impianti accesi. Nel 2022, mentre l’Europa affrontava la peggiore crisi energetica degli ultimi decenni, la Francia – paese con il più grande parco nucleare del continente – ha dovuto mettere offline dodici reattori per piccole corrosioni nelle tubazioni. EDF ha cercato pezzi sostitutivi in acciaio inox, forgiati senza saldatura e di altissima qualità. Nessuna azienda francese ha risposto. La soluzione è arrivata da due imprese italiane, Tectubi Raccordi e IBF, già note a livello mondiale per componenti destinati esclusivamente ai mercati esteri.Quell’episodio non è un caso isolato. In Italia operano oltre cento imprese nel settore nucleare. Secondo gli addetti ai lavori il potenziale di crescita è di dieci volte. Uno studio di Edison e Teha stima un mercato potenziale da 50 miliardi di euro e settemila posti di lavoro aggiuntivi per la filiera industriale italiana. Nuclitalia, società a guida Enel con Ansaldo Energia e Leonardo, sta realizzando la mappatura completa di prodotti, servizi e certificazioni. Nonostante il referendum del 1987, l’Italia resta la seconda filiera nucleare d’Europa e, dopo decenni di lavoro all’estero, è pronta a rientrare in pista.L’asse italo-francese e i dieci mini-reattoriUn ulteriore impulso arriva dalla partnership tra Edison e la controllante francese EDF. Insieme ad Ansaldo sono state le prime a muoversi, tre anni fa, con una lettera d’intenti sugli SMR (small modular reactor). Una settimana fa il progetto è stato arricchito di dettagli: dieci mini-reattori da realizzare in Europa, per un valore di diversi miliardi, con un primo impianto in Italia entro il 2035. Il cuore tecnologico è un nuovo reattore proprietario, prevalentemente made in UE, che unisce le competenze della filiera industriale italiana all’esperienza francese di progettazione, realizzazione e gestione.La partnership ha ricevuto il battesimo istituzionale a giugno, in occasione del rinnovo del Trattato del Quirinale. EDF, Nuward, Edison e diversi operatori italiani – tra cui AIPE, ATB Riva Calzoni, Saipem, Simic, Tectubi Raccordi, Walter Tosto e Webuild – hanno formalizzato l’interesse per lo sviluppo congiunto del nuovo reattore. Non è detto che Nuclitalia scelga proprio questa tecnologia (americani e britannici sono ben posizionati), ma nulla impedisce che in Italia convivano più soluzioni di terza generazione avanzata. Per la quarta generazione si valuteranno i reali progressi tecnologici. In ogni caso servirà una supply chain all’altezza.I numeri dell’exportLa ricerca Edison-Teha del 2024 individuava settanta imprese alla base della filiera nazionale: diciassette nella produzione di grandi componenti, tredici di ingegneria, tredici di strumentazione, undici di materiali e forgiatura, cinque di montaggio e installazione, quattro EPC e general contractor, tre di smaltimento, due di valvole e due di tubazioni e raccordi. Tra il 2018 e il 2022 l’Italia si è classificata ventisettesima su centosessantacinque Paesi per valore dell’export nucleare, con 140 milioni di euro. Numeri che non tengono conto di chi ha scelto di quotarsi all’estero: Massimo Morichi con Terra Innovatum e Stefano Buono con Newcleo, sbarcata al Nasdaq e già in collaborazione con Ansaldo Nucleare, Danieli, Fincantieri, Rina, Tosto Group e NextChem di Maire.L’eccellenza che non si è mai fermataAnche sul fronte della ricerca l’Italia non ha mai interrotto il lavoro. «Con il referendum del 1987, gli stanziamenti pubblici per la ricerca sono rimasti solo sulla fusione e non sulla fissione. Su questa strada Enea ha continuato insieme alle università italiane con finanziamenti privati ed europei, grazie alle grandi competenze e a un parco infrastrutturale tra i migliori d’Europa», spiega Alessandro Dodaro, direttore del dipartimento nucleare di Enea. «Nella ricerca l’Italia è un’eccellenza sia in ambito di fusione che di fissione. Le università consorziate nel Cirten continuano a sfornare ingegneri nucleari e a collaborare con le aziende». Al Brasimone è in arrivo il dimostratore elettrico di un mini-reattore raffreddato al piombo di Newcleo. Enea coordina inoltre ventidue soggetti nel consorzio RFX di Padova e partecipa al Divertor Tokamak Test di Frascati, la più grande macchina in costruzione dopo Iter.Enrico Foscarini, 26 settembre 2026L'articolo Nucleare: la filiera italiana vale 50 miliardi proviene da Nicolaporro.it.