BERLINO — Elias ha 16 anni, va a scuola ad Amburgo e venerdì, invece di entrare in classe, era davanti alla stazione centrale con qualche centinaio di coetanei. «Ci preoccupa che ci vengano tolti almeno sei mesi per insegnarci a sparare alle persone e, se necessario, a ucciderle», ha detto alla Deutsche Welle. A pochi chilometri la Bundeswehr, le forze armate tedesche, chiudeva proprio oggi l’esercitazione «Red Storm Charlie», cominciata giovedì nella stessa città.Elias è uno dei protagonisti della quarta ondata nazionale — in poco più di un anno — di scioperi scolastici contro il ritorno del servizio militare in Germania. Venerdì i cortei hanno toccato un centinaio di città: gli organizzatori parlano di oltre 45.000 studenti, Al Jazeera di più di 40.000 nella sola Berlino, dove alcuni ragazzi hanno fatto a pezzi in piazza i questionari di leva. La polizia ha diffuso conteggi molto più bassi e solo per alcune piazze: 2.400 nel quartiere berlinese di Wedding, 700 a Monaco, 400 a Norimberga, 200 a Stoccarda, 180 a Francoforte. L’8 maggio, anniversario della fine della guerra, i cortei erano stati 150.Dietro la mobilitazione c’è l’alleanza «Schulstreik gegen Wehrpflicht», sciopero scolastico contro la leva, che marcia sotto lo slogan «No alla leva, al servizio civile e alla guerra» e sul proprio sito scrive: «I ricchi vogliono la guerra, i giovani vogliono il futuro». Le richieste sono due: il ritiro della legge di modernizzazione del servizio militare e la sospensione immediata delle visite di reclutamento. «Prima i questionari, ora la coscrizione forzata annunciata, che in realtà non doveva iniziare prima del luglio 2027», ha detto il portavoce Bela Breitner all’agenzia tedesca Dpa. «Il governo federale intende sul serio introdurre gradualmente la leva».Ma perché scendere in piazza contro una coscrizione che, sulla carta, non esiste? Perché la legge approvata dal Bundestag, il parlamento federale, il 5 dicembre 2025 con 323 sì e 272 no, in vigore dal 1° gennaio, ha costruito la scala un gradino alla volta. Primo gradino: un questionario obbligatorio per tutti i maschi nati dal 2008 (facoltativo per le donne) su salute, studi e disponibilità; chi non lo compila rischia fino a 250 euro di multa. Secondo: la visita medica obbligatoria per gli uomini, a regime dal 1° luglio 2027. Il servizio resta volontario, pagato circa 2.600 euro al mese. Ma se i volontari non bastano, il Bundestag può votare una «coscrizione basata sul fabbisogno», con l’ipotesi di un sorteggio sul modello danese. L’obiettivo è 255.000-270.000 soldati attivi entro il 2035 e 200.000 riservisti, fino a 460.000 uomini in caso di guerra, come chiede la Nato.Cinquecentotrenta recluteI numeri, finora, non bastano. Dei 298.200 questionari spediti ai diciottenni del 2026, nei primi cinque mesi sono uscite circa 530 reclute, secondo il ministero della Difesa; circa un quarto delle risposte è stato positivo, e dalle altre classi d’età sono arrivati 10.000 volontari nel primo semestre, l’8 per cento in più di un anno prima. La Bundeswehr conta 186.700 effettivi, il massimo da tredici anni, ma resta lontana dal traguardo. La partita vera si gioca su quel 530: se il volontariato non riempie le caserme, la legge ha già scritto il passo successivo. Ed è qui che, secondo gli organizzatori, il governo ha cambiato marcia: il 18 settembre il ministero avrebbe confermato che le prime visite ai diciottenni partiranno già da luglio, «tra loro più di 1.000 che nel questionario hanno indicato zero su dieci di interesse».Il ministero della Difesa e la cancelleria non hanno commentato le manifestazioni di venerdì. La posizione del ministro Boris Pistorius, socialdemocratico, è però a verbale in aula: le proteste «sono benvenute», più giovani di quanto dicano gli oppositori sono «pronti ad assumersi responsabilità» e sanno che «nessuno ci obbliga a nulla, se non a compilare» il questionario. «I nostri alleati guardano alla Germania», ha detto: con la legge, varata dal governo di Friedrich Merz nell’agosto 2025 (dopo che la leva era stata sospesa nel 2011 dall’esecutivo Merkel), il Paese «compie un ulteriore passo decisivo per la nostra capacità di difesa». Pistorius ha più volte avvertito che il reclutamento è l’ostacolo principale agli impegni tedeschi e che un elemento obbligatorio può diventare necessario. La Francia ha lanciato a fine 2025 un programma di volontari tra i 18 e i 19 anni; piani analoghi sono in cantiere in Belgio e Polonia.Elias, intanto, tornerà a scuola lunedì. Il suo questionario, per legge, arriverà al più tardi nel 2028. Se a quella data la casella del volontariato sarà ancora quasi vuota, la decisione sulla coscrizione toccherà al Bundestag: è il voto che né il governo né gli studenti hanno ancora nominato per esteso.