L’economia sommersa in Italia: un buco da 200 miliardi l’anno, più della spesa sanitaria

Wait 5 sec.

Quasi 200 miliardi di nero in un anno, tra chi non dichiara nulla al fisco, chi dichiara meno di quanto guadagna, chi lavora senza un regolare contratto. Piccole e grandi irregolarità che insieme pesano sul bilancio dello Stato una somma che supera l’intera spesa sanitaria nazionale di un anno. “Il lavoro sommerso è un’economia che non si vede e non si tassa. È una voragine che inghiotte, facendola sparire nel nulla, una ricchezza pari al Pil dell’Emilia-Romagna: 197,6 miliardi di euro, pari al 9,2% del Pil del Paese. Sottrae a ogni italiano, dai neonati agli anziani, 3.350 euro. Con la stessa somma, potremmo coprire, per oltre un anno, la spesa sanitaria nazionale che vale circa 142 miliardi”, sintetizza Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative. “Dietro questi numeri, c’è un’altra realtà – insiste – inaccettabile: 2,7 milioni di persone di lavoratori irregolari, sfruttati e pagati quasi la metà dei colleghi regolari”.I dati dello studioAndando a scomporre il sommerso italiano, si rileva che 108,2 miliardi di euro (+21,6% dal 2019) ‘scompaiono’ per sottodichiarazione, cioè imprese, professionisti e lavoratori autonomi che dichiarano al fisco meno di quanto guadagnano davvero, evadendo imposte su produzione, redditi e Iva. Altri 77,2 miliardi di euro (+4% dal 2019) sono dovuti al lavoro irregolare, cioè rapporti di lavoro non registrati o solo in parte dichiarati. E 12,2 miliardi di euro sono causati da affitti in nero e mance non dichiarate in ristorazione, alberghi e servizi alla persona. Numeri che dimostrano che la crescita del sommerso italiano è trainata sempre più dalla sottodichiarazione dei redditi, più che dal solo lavoro nero. Chi lavora in nero guadagna quasi la metà. Facendo due conti, il sommerso sottrae a ogni italiano, dai neonati agli anziani, 3.350 euro. “Ogni euro che sfugge alla fiscalità generale – aggiunge Gardini – è un euro in meno per la sanità, per le pensioni, per i servizi che tengono insieme il Paese: un macigno che si scarica sul debito pubblico e sulle prossime generazioni. Il contrasto al sommerso è una priorità da affrontare per la coesione sociale ed economica dell’Italia”.Le persone dietro i numeriDietro i numeri assoluti ci sono le persone: nel 2024 gli occupati irregolari in Italia sono 2 milioni e 725mila, in crescita di 117mila unità rispetto alla stima precedente, pur restando in calo complessivo del 2,1% in sei anni dal 2019-2024 (contro un +5,4% dell’occupazione regolare, salita di 1.219mila unità). A pesare più del numero è il prezzo di questa condizione: un lavoratore irregolare ha guadagnato in media 9,2 euro lordi l’ora, contro i 17,8 euro di chi lavora regolarmente. Una differenza di 8,6 euro l’ora, pari a una perdita del 48,3%: chi lavora senza contratto, in media, guadagna la metà. Il divario più ampio si registra nell’industria in senso stretto, dove si sfiora una perdita del 53,5% (20,2 euro contro 9,4 euro l’ora).Questo articolo L’economia sommersa in Italia: un buco da 200 miliardi l’anno, più della spesa sanitaria proviene da LaPresse