Recensione RuneScape Dragonwilds: un survival per chi non ama i survival

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RuneScape: Dragonwilds vorrebbe farvi credere di non essere un survival, ma alla base lo è, specialmente nelle prime ore, dove vi costringe a fare esattamente quello che ci si aspetterebbe da un survival: raccogliere legna, rompere rocce, estrarre minerali, costruire un rifugio e cercare di non morire bevendo acqua sporca e cibo di dubbia provenienza. Detto ciò, più si va avanti, più diventa evidente che il suo vero obiettivo è portarvi verso quella progressione tipica di un gioco di ruolo. Ed è questo l'aspetto che potrebbe incuriosire anche chi non è propriamente amante dei survival basati sulla raccolta e sulla costruzione. Dragonwilds prova dunque a mettere insieme due anime piuttosto diverse: da una parte la sopravvivenza, con tutto quello che comporta; dall'altra la crescita del personaggio, delle sue abilità e del suo equipaggiamento, da soli o con un gruppo di massimo quattro giocatori online. Prima di tutto, però, bisogna avere tanta pazienza.  Dragonwilds è un gioco che richiede parecchio tempo e, soprattutto, ne richiede molto prima di iniziare a mostrare davvero le proprie carte. Le prime ore sono lente, perché dovrete costruire praticamente tutto da zero, attraverso dei tutorial che bene o male riescono ad essere abbastanza esplicativi. Raccogliere legna, abbattere alberi, estrarre minerali, procurarsi il cibo e costruire le prime strutture sono attività che occuperanno una parte consistente dell'inizio dell'avventura. Per dire, l'ascia da taglialegna che avete a disposizione nei primi vagiti è poco efficiente, il piccone non fa miracoli e anche l'enorme quantità di risorse di cui avrete bisogno vi costringe spesso a fare avanti e indietro.A rendere il tutto ancora un po' più impegnativo ci pensa il mondo di gioco, che sembra avere una particolare predilezione per interrompere quello che state facendo.State abbattendo un albero? Potrebbe arrivare un lupo. State estraendo un minerale? Potrebbe arrivare un altro lupo, o forse un ratto. Avete finalmente raggiunto casa e volete tirare il fiato? Probabilmente sarete braccati da un gruppo di manigoldi. Persino il meteo può mettersi di traverso, con i fulmini che durante i temporali possono rendere decisamente poco piacevole stare all'aperto. È un mondo costantemente ostile e Dragonwilds non perde occasione per ricordarvelo, anche se tutto sommato non parlerei di un'avventura troppo difficile, anche perché il tempo "disinnesca" la difficoltà, perché ora dopo ora diventa tutto sempre più tollerabile, ed il gioco si spiega abbastanza bene rispetto alla media del genere. I tempi si accorciano quando entra la magia, quando la si inizia a comprendere. È uno dei sistemi più peculiari di Dragonwilds e, soprattutto, quello che, per l'appunto, permette di ridurre progressivamente la componente più ripetitiva del survival. La magia è legata alle rune, che devono essere ottenute attraverso le essenze e successivamente trasformate nelle diverse tipologie necessarie per gli incantesimi.Ci sono rune legate a diversi elementi e il loro utilizzo non serve soltanto a infliggere più danni ai nemici. Alcuni incantesimi permettono infatti di accelerare attività che altrimenti richiederebbero parecchio tempo come tagliare più alberi contemporaneamente, estrarre più minerali con una bella esplosione o favorire la crescita delle coltivazioni. Imparare a sfruttare bene la magia diventa quindi fondamentale per ridurre quella sensazione di lentezza che caratterizza le prime fasi.Del resto, la crescita del personaggio è molto più vicina a quella di un gioco di ruolo che a quella di un classico survival. Ogni attività ha la propria progressione indipendente: combattimento, magia, estrazione, taglio degli alberi e così via possono essere sviluppati separatamente, con livelli che arrivano fino a 99. Ogni avanzamento porta piccoli miglioramenti e, raggiunti determinati traguardi, si sbloccano nuove abilità, strumenti, attacchi e possibilità di crafting. La struttura dunque riesce a trasformare le attività più ripetitive in qualcosa che viene spontaneo continuare a fare. Taglio alberi perché mi serve il legno, certo, ma anche perché so che sono vicino al prossimo livello e a sbloccare un incantesimo per tagliare i tronchi più velocemente. Cucino perché devo mangiare, ma anche perché potrei sbloccare una nuova ricetta, con la quale magari posso resistere al veleno e addentrarmi nella palude con più tranquillità. Raccolgo una determinata risorsa perché mi serve per costruire un oggetto, ma magari quella stessa attività mi permetterà di migliorare ulteriormente una delle mie abilità. Insomma, avete capito. È esattamente quel meccanismo di progressione che ha reso RuneScape così riconoscibile (e con lui tanti MMORPG) e che qui viene adattato in chiave survival.Anche l'avventura stessa segue questa direzione. C'è sempre una missione principale che vi porta progressivamente attraverso diverse zone, ognuna con risorse, nemici e obiettivi differenti, oltre ad una serie di attività secondarie e boss opzionali. L'obiettivo è raccogliere determinati reagenti e oggetti, potenziare il proprio equipaggiamento e arrivare preparati agli scontri più importanti. E tra questi ci sono anche i draghi, naturalmente.Considerando la quantità di contenuti, è un gioco che può facilmente superare le 60 ore e arrivare tranquillamente alle oltre 100 se si vuole esplorare tutto con maggiore calma. E molte di quelle ore, bisogna dirlo, sono anche figlie della lentezza. La curiosità di esplorare il mondo c'è, e lui in qualche modo vi ricompenserà sempre, con una storia da leggere, una ricetta speciale da imparare, un forziere nascosto proprio in cima al monte e persino degli enigmi ambientali con annesse piccole fasi platform. Peccato solo che proprio il mondo sia perlopiù desolato, con NPC statici che forniscono qualche linea di dialogo e poco più. Non aspettatevi città popolate, o mostri "vivi" che reagiscono e agiscono di conseguenza, tutto è più assimilabile ad un classico videogioco di ruolo online. Sulla carta c'è parecchia varietà negli scontri. Potete utilizzare spade, mazze, archi corti, archi lunghi, balestre e diverse tipologie di armi magiche, oltre agli incantesimi legati alle varie rune. Non è quindi la quantità di opzioni a mancare, altroché. Il problema è che questa varietà non trova un corrispettivo altrettanto convincente nel momento in cui si passa effettivamente allo scontro.Il combat system vorrebbe essere un sistema d'azione dinamico, ma spesso non riesce a esserlo. Il principale responsabile è la stamina, che in Dragonwilds sembra avere il controllo praticamente su qualsiasi cosa.Correre consuma stamina. Saltare e schivare consumano stamina. Attaccare consuma stamina. E ne consuma parecchia. Una combo con una spada può essere sufficiente per svuotare quasi completamente la barra, costringendovi poi ad aspettare che si ricarichi. Per buona parte dell'avventura questo significa che il ritmo degli scontri viene continuamente interrotto da pause necessarie per recuperare il vigore.Si tratta di una scelta che ho trovato molto più frustrante di quanto avrei voluto. Non tanto perché il combattimento sia difficile, quanto perché il gioco pare continuamente mettere un freno alle vostre azioni.Esiste anche un sistema di parata, che permette di deviare gli attacchi dei nemici premendo il comando nel momento giusto, ma le animazioni non sono sempre sufficientemente leggibili. Alcuni avversari si muovono in maniera piuttosto nervosa e il pathfinding non è impeccabile, soprattutto quando ci si trova su terreni irregolari.Insomma, il combattimento non è il punto forte di Dragonwilds. La varietà delle armi è sicuramente apprezzabile, ma quando arriva il momento di utilizzarle ci si rende conto che il sistema non riesce sempre a valorizzarle. Nonostante alcune meccaniche siano tutt'altro che perfette, il sistema di progressione riesce spesso e volentieri a fornire un motivo per andare avanti. E più si procede, più la componente survival tende a lasciare spazio a quella da videogioco di ruolo online.Dopo una prima parte fortemente incentrata sulla raccolta e sulla costruzione, le zone successive introducono nuove meccaniche e situazioni che modificano progressivamente il ritmo dell'avventura. Continuano a essere importanti le risorse e la preparazione dell'equipaggiamento, ma mangiare, bere, costruire e riposarsi passano in secondo piano.Rimane però qualche problema anche nella gestione della magia. Le rune devono inizialmente essere ottenute attraverso specifici depositi e flussi presenti nel mondo di gioco e non sempre è semplice individuarli. Esistono strumenti che aiutano a trovarli, ma in alcuni momenti la ricerca diventa un'attività piuttosto meccanica: bisogna semplicemente spostarsi nella zona giusta, recuperarle e tornare a casa. È un altro esempio di come Dragonwilds riesca contemporaneamente a convincere e a irritare. L'avrete intuito, ormai, che il gioco ha sistemi profondi e una progressione molto articolata, ma non sempre riesce a nascondere quanto lavoro ripetitivo ci sia dietro. Di certo giocare in più persone aiuta a mitigare la ripetitività. Ho giocato Dragonwilds insieme a mia moglie, io da PC e lei da PlayStation 5, sfruttando il crossplay (non c'è lo schermo condiviso). È possibile creare server privati (sia locali che online) e gestire più personaggi, mentre il sistema di inviti è abbastanza rapido e durante la nostra esperienza non abbiamo incontrato particolari problemi di stabilità.Ovviamente, costruire la propria base, dividersi le risorse, prepararsi per una spedizione e affrontare i nemici, insieme agli amici, rende molto più leggere anche quelle attività che da soli possono risultare ripetitive. Ma tenete conto che giocare in due (in tre o in quattro, cioè il massimo consentito) richiederà molte più risorse e renderà i mostri molto più resistenti.Spunta poi qualche incertezza sul fronte dell'interfaccia su PlayStation. Dragonwilds nasce chiaramente pensando a mouse e tastiera e la versione console sembra ancora molto vicina a un'interfaccia PC adattata al controller. In alcune schermate la navigazione non è sempre precisa e può capitare di selezionare un elemento diverso da quello desiderato. La buona notizia è che il gioco, disponibile a 29,99€ in digitale e a 34,99€ fisico (in uscita dal 5 novembre nella versione su disco), è presente anche su PlayStation Plus e Xbox Game Pass. Il codice digitale per questa recensione è stato fornito da Jagex, che non ha avuto un'anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. 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