Omicidio del traduttore a Milano, il 19enne confessa: l’aggressione dopo un incontro sessuale a pagamento

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E’ stato fermato lunedì sera il giovane ritenuto responsabile dell’uccisione di Roberto Pietro Guerrino, traduttore di 60 anni trovato morto nel suo appartamento di via Oxilia, nel quartiere NoLo di Milano. Il ragazzo si trovava alla stazione di Melzo in attesa di un treno. Con sé aveva uno zaino pieno di effetti personali: un dettaglio che, secondo chi indaga, avrebbe confermato l’intenzione di allontanarsi. Il ragazzo ha 19 anni, è di origini marocchine e ha piccoli precedenti. Ora si trova in carcere con l’accusa di omicidio volontario e rapina. A procedere sono stati i carabinieri della compagnia Duomo e la squadra Omicidi del Nucleo investigativo, coordinati dal pm Carlo Scalas.  Durante l’interrogatorio in carcere, il 19enne ha confessato l’incontro a casa del 60enne con il quale aveva concordato un rapporto sessuale a pagamento su una bacheca di incontri online. Durante l’approccio, però, qualcosa è andato storto ed il ragazzo ha cominciato a picchiarlo Guerrino colpendolo fra l’altro con una statuetta di Buddha e uccidendolo. Poi ha preso tutti i suoi dispositivi elettronici, fra cui due telefonini e l’ipad, ed è scappato, con un diciassettenne che lo attendeva fuori dal palazzo. Ma è stato ripreso dalle telecamere e poi individuato.La scena del delitto e il contesto degli incontri tramite appIl corpo della vittima era stato scoperto nel soggiorno dell’abitazione, seminudo e con una grave ferita alla testa. Secondo una prima ricostruzione, Guerrino sarebbe stato colpito con un oggetto presente in casa, probabilmente un Buddha di legno appartenente alla sua collezione. Fin dall’inizio, gli investigatori hanno orientato le verifiche verso il mondo degli incontri sessuali fissati tramite app di incontri. Una pista suggerita sia dalle condizioni in cui è stato ritrovato il 60enne, sia da alcuni elementi emersi dalla sua storia recente.La vecchia rapina che ha riaperto una pistaTre anni prima, Guerrino era già stato vittima di una rapina con modalità considerate simili dagli inquirenti. In quel caso, l’aggressore non si sarebbe limitato a un solo episodio: sarebbe tornato più volte sotto casa della vittima per pretendere altro denaro. La situazione era poi sfociata in una denuncia per stalking. Anche per questo, nelle ore successive al delitto, l’attenzione si è concentrata sui contatti personali e sulle frequentazioni della vittima.Le telecamere presenti nella zona hanno avuto un ruolo centrale nella ricostruzione dei movimenti. Dalle immagini acquisite sarebbe emersa la presenza del 19enne nei pressi del condominio in una fascia oraria compatibile con l’omicidio. Con lui, secondo quanto ricostruito, ci sarebbe stato anche un minorenne di 17 anni. La sua posizione è ora all’esame della Procura dei minori. A rafforzare il quadro investigativo sono arrivate le analisi dei Ris di Parma, che avrebbero individuato nell’appartamento tracce attribuite con certezza al giovane fermato.Il giovane aveva un iPad appartenente a GuerrinoUn ulteriore elemento è emerso durante la perquisizione: nella disponibilità del 19enne è stato trovato un iPad Air appartenente alla vittima, poi sequestrato dagli investigatori. Secondo l’accusa, il ragazzo stava preparando la fuga. La presunta organizzazione dell’allontanamento ha spinto gli inquirenti ad accelerare i tempi e a procedere con il fermo. Il giovane è stato portato nel carcere di San Vittore, dove resta in attesa dell’interrogatorio di convalida.L'articolo Omicidio del traduttore a Milano, il 19enne confessa: l’aggressione dopo un incontro sessuale a pagamento proviene da Nicolaporro.it.