Prosegue la vicenda dell’acquisizione di Commerzbank da parte di Unicredit. Il governo tedesco starebbe lavorando a un ‘piano B‘ per la vicenda Commerzbank, prendendo atto che potrebbe non riuscire a fermare l’avanzata di Unicredit. Secondo il quotidiano Süddeutsche Zeitung, Berlino ritiene sempre più probabile che il ceo di Unicredit, Andrea Orcel, riesca a portare la quota del gruppo italiano oltre il 50% entro il 2027. L’esecutivo, in prima battuta contrario all’acquisizione, punta quindi a utilizzare la propria partecipazione del 12% come leva negoziale per ottenere garanzie su occupazione, sostegno alle Pmi tedesche e ruolo della piazza finanziaria di Francoforte. Unicredit controlla già oltre il 39% di Commerzbank e potrebbe salire al 42,5%. Resta aperto anche il tema del prezzo: un eventuale aumento dell’offerta potrebbe spingere Berlino a riconsiderare la vendita della quota statale, valutata oltre 5 miliardi di euro. Sindacati e management di Commerzbank continuano intanto a opporsi all’operazione, temendo ulteriori tagli occupazionali e una riduzione dell’autonomia della banca.Commerzbank: “Trasparenza su nostra base azionaria”“Commerzbank garantisce la massima trasparenza in merito alla propria base azionaria, basandosi su informazioni generalmente accessibili solo a Commerzbank in quanto emittente delle azioni. Tale trasparenza rivela che la struttura azionaria è rimasta sostanzialmente invariata”. Lo comunica Commerzbank in una nota in merito all’ops (Offerta pubblica volontaria di scambio) di UniCredit. La banca tedesca – che aveva respinto il Piano UniCredit – spiega di aver deciso di pubblicare le informazioni “per aumentare la trasparenza in relazione all’attuale offerta pubblica volontaria di acquisizione e contrastare dichiarazioni contraddittorie da parte di UniCredit”. Commerzbank sottolinea che “ad oggi, gli investitori istituzionali hanno conferito poco più dell’1% delle azioni di Commerzbank; circa lo 0,05% delle azioni conferite è detenuto da investitori privati, mentre la parte restante proviene da altre banche. Il flottante rimanente è distribuito tra diverse centinaia di investitori istituzionali e oltre 500.000 investitori privati”. Nel dettaglio, “Volume totale offerto: 12,51%. Di cui banche: 11,17%; di cui investitori istituzionali: 1,29%; di cui investitori privati: 0,05%”.Questo articolo Commerzbank e la scalata di UniCredit: i rumors sul ‘piano B’ di Berlino proviene da LaPresse