Falsi sconti a tempo che inducevano i consumatori a credere di trovarsi davanti a offerte destinate a terminare nel giro di poche ore o pochi giorni. Per questa pratica commerciale ritenuta «ingannevole» l’Antitrust ha inflitto una sanzione da 2 milioni di euro a Deghi, società specializzata nella vendita online di mobili, arredo bagno e articoli per la casa. Il finto conto alla rovesciaNel provvedimento del 25 giugno l’Autorità garante della concorrenza e del mercato definisce la tecnica utilizzata da Deghi un “dark pattern”, cioè un’interfaccia progettata per influenzare il comportamento degli utenti. Nel caso specifico, il sito mostrava un timer con il conto alla rovescia che lasciava intendere che lo sconto sarebbe terminato allo scadere del tempo indicato. In realtà, secondo quanto accertato dall’istruttoria, alla scadenza il countdown veniva spesso riavviato mantenendo identici sia il prezzo sia la percentuale di sconto.Per l’Antitrust, questo sistema creava nel consumatore un senso di «urgenza», inducendolo ad acquistare immediatamente per paura di perdere un’occasione che, nei fatti, continuava a essere disponibile anche dopo la presunta scadenza.Le ammissioni durante l’ispezioneTra gli elementi più significativi raccolti dagli ispettori ci sono le dichiarazioni del presidente del consiglio di amministrazione della società: durante l’ispezione, infatti, ha riconosciuto che il contatore «si può rinnovare mensilmente con il “countdown”» e che veniva applicato soprattutto ai prodotti ancora da smaltire oppure a quelli che avevano subito oscillazioni del prezzo di acquisto.Gli ispettori hanno inoltre acquisito documentazione interna dalla quale emerge che il rinnovo delle promozioni avveniva manualmente, inserendo una nuova data di inizio e una nuova data di fine per la promozione.Il metodo per scatenare l’impazienzaNel corso dell’istruttoria è stato acquisito anche uno scambio di messaggi interno del giugno 2025. In una conversazione, un dipendente proponeva di utilizzare un timer ancora più breve: «mette[re] un contatore sugli sconti, non di giorni ma di ore… al massimo 48 ore? Per poi modificarlo man mano? Per scatenare l’impazienza?». Per l’Autorità questo documento dimostra come il countdown fosse considerato uno strumento per aumentare la pressione psicologica sui consumatori.Sconti fuorviantiL’Antitrust ha contestato anche il modo in cui venivano calcolati gli sconti: secondo quanto emerso durante l’ispezione, la percentuale di ribasso veniva infatti calcolata sul prezzo pieno del prodotto e non sul prezzo più basso praticato nei trenta giorni precedenti, come previsto dalla normativa europea e dal Codice del consumo.L’istruttoria avrebbe inoltre evidenziato che migliaia di prodotti mantenevano lo stesso prezzo da un mese all’altro pur continuando a essere presentati come se fossero in promozione, con prezzo barrato e percentuale di sconto.La difesa di DeghiDifendendosi, la società ha sostenuto che il countdown fosse utilizzato principalmente per smaltire le giacenze di magazzino e che le eventuali reiterazioni rappresentassero semplici proroghe della stessa promozione, motivate dalla necessità di vendere le rimanenze. Deghi ha inoltre affermato che il meccanismo riguardava una quota limitata dei prodotti presenti sul sito e che non fosse idoneo a esercitare una pressione indebita sui consumatori.Pratica commerciale scorrettaL’Autorità ha respinto queste argomentazioni, osservando che i consumatori non venivano informati del fatto che si trattasse di una semplice proroga della promozione. Al contrario, il countdown lasciava intendere che l’offerta sarebbe realmente scaduta alla data indicata. Per questo motivo la pratica è stata qualificata come una pratica commerciale scorretta, in violazione degli articoli 20, 21, 22 e 23 del Codice del consumo.Secondo il provvedimento, la tecnica utilizzata sfruttava la cosiddetta “euristica della scarsità”, cioè la tendenza dei consumatori ad attribuire maggiore valore a un’offerta percepita come limitata nel tempo, alterando così la loro libertà di scelta.La sanzioneConsiderata la gravità della condotta, la sua durata — dal gennaio 2024 fino al 31 dicembre 2025, quando la pratica è cessata dopo l’avvio dell’istruttoria — e le dimensioni economiche dell’azienda, l’Antitrust ha vietato la reiterazione della pratica commerciale e ha inflitto a Deghi una sanzione amministrativa di 2 milioni di euro.L'articolo L’Antitrust multa Deghi per 2 milioni: i finti countdown degli sconti creavano una falsa urgenza per spingere gli acquisti proviene da Open.