Scioperi in calo nel 2025, ma il trasporto pubblico resta il nodo

Wait 5 sec.

La fotografia che emerge dalla relazione annuale della Commissione di garanzia sugli scioperi mostra un Paese in cui la conflittualità sul lavoro nei servizi pubblici essenziali continua a ridursi. Nel 2025 si registrano 1.020 astensioni complessive, in diminuzione rispetto alle 1.080 del 2024 e alle 1.129 del 2023, segnando una flessione del 5,5% su base annua e quasi del 10% nel triennio.Secondo quanto illustrato alla Camera dalla presidente Paola Bellocchi, “il 2025 consolida la parabola discendente della conflittualità”, un dato che conferma una tendenza ormai strutturale in diversi comparti del lavoro pubblico e dei servizi essenziali.Scioperi generali in aumentoAccanto al calo complessivo, emerge però un elemento in controtendenza: l’aumento degli scioperi generali. Le proclamazioni sono infatti raddoppiate, passando da 17 nel 2024 a 33 nel 2025. Questo incremento, come sottolinea la stessa Commissione, è “quasi interamente ascrivibile all’iniziativa di sigle minori e del sindacalismo di base” e si è tradotto in 27 mobilitazioni effettive, concentrate in appena 9 giornate.Il quadro, quindi, non è uniforme: da un lato una riduzione della conflittualità ordinaria, dall’altro una maggiore propensione a forme di protesta più ampie ma temporalmente più circoscritte.Trasporti pubblici ancora al centro delle criticitàIl settore più esposto resta quello della mobilità dei passeggeri, che comprende trasporto pubblico locale, ferroviario, aereo e marittimo. Qui si concentra circa un terzo di tutte le astensioni monitorate, confermando una fragilità strutturale che continua a pesare sulla quotidianità dei cittadini.Nel dettaglio, emergono dinamiche differenziate. Il comparto ferroviario e quello aereo mostrano un netto miglioramento, con una riduzione delle astensioni rispettivamente del 50% e del 18% nel biennio. Anche il settore del credito registra un forte calo (-69,2%), così come l’igiene ambientale (-33,3%), in un contesto favorito dalla chiusura di diversi cicli contrattuali.Il nodo del TplIl trasporto pubblico locale (Tpl) rappresenta però l’area più critica. Il numero degli scioperi rimane sostanzialmente stabile, ma aumenta in modo significativo l’impatto sulle giornate di servizio: si passa infatti da 62 a 101 giornate interessate da astensioni.Un dato che segnala non tanto un aumento della frequenza, quanto una maggiore incidenza delle proteste sulla continuità del servizio, con effetti diretti sulla mobilità urbana e sulla gestione quotidiana del trasporto nelle grandi città.Un quadro in trasformazioneNel complesso, il sistema degli scioperi nei servizi pubblici essenziali appare in fase di trasformazione: meno astensioni complessive, maggiore concentrazione settoriale e nuove dinamiche nelle forme di protesta. Un equilibrio ancora instabile, in cui la riduzione numerica non sempre si traduce in una diminuzione dell’impatto percepito dai cittadini.Enrico Foscarini, 23 giugno 2026L'articolo Scioperi in calo nel 2025, ma il trasporto pubblico resta il nodo proviene da Nicolaporro.it.