Malagò verso la presidenza della Figc, oggi il voto

Wait 5 sec.

Giovanni Malagò potrebbe diventare oggi, 22 giugno, il nuovo presidente della Figc. L’Italia del calcio torna alle urne a 16 mesi di distanza. La terza mancata partecipazione al Mondiale, in corso di svolgimento senza gli Azzurri che lo seguono tristemente da casa, ha provocato ad aprile lo scossone che ha portato alle dimissioni del presidente Gabriele Gravina e alla corsa per la sua successione, vissuta attraverso una serie di verifiche e norme su presunte ineleggibilità di uno dei contendenti che hanno animato le settimane di vigilia.La partita tra Malagò e AbeteLa ‘partita’ è tra l’ex presidente del Coni, Giovanni Malagò, sostenuto fin da subito dalla Lega Serie A, e l’attuale numero uno della Lega Dilettanti, Giancarlo Abete, che ha già ricoperto l’incarico di capo della Figc dal 2007 all’estate del 2014, quando si dimise dopo la fallimentare spedizione azzurra ai Mondiali in Brasile.Superato l’ultimo ostacolo, quello legato al fatidico caso del ‘pantouflage’ sul quale l’Anac (l’autorità anticorruzione) dopo l’ok sportivo del Collegio di Garanzia – ha spazzato via ogni dubbio escludendo l’applicazione della norma (all’ambito sportivo) che limita il trasferimento di dirigenti apicali verso enti sui quali abbiano esercitato poteri di vigilanza o controllo, per Malagò – che su questo tema si era sempre dichiarato tranquillo – la strada appare spianata. Il rischio era che il parere arrivasse ad elezioni fatte, con l’incubo di possibili ricorsi. Pericolo scongiurato.Il voto a Roma: tutte le componentiIn un lussuoso albergo di Roma in cima a Monte Mario, 274 delegati sono chiamati a esprimere 516 voti complessivi in ossequio alla ponderabilità, ovvero il “peso” che spetta a ognuna delle sei componenti del sistema calcio italiano e che venne modificato nel novembre del 2024 tra malumori e rivendicazioni cadute nel vuoto. Serie A, Serie B e Lega Pro, i professionisti del pallone, si dividono il loro 36% (chiedevano il 50%), 18 ai club del campionato (era al 12%), 6 alle società cadette (era al 5%), 12 a quelle dell’ex Serie C (era al 17%) mentre i rappresentanti dei Dilettanti hanno la fetta più grande e per distacco. La Lega guidata da Abete conta infatti per il 34% mentre giocatori e allenatori con le loro associazioni viaggiano sul 20% i primi, sul 10% i secondi.Il consenso per Malagò e l’opzione Mancini per la panchina azzurraRoberto Mancini (Foto Enrico Pretto)Malagò arriverà forte del consenso raccolto in primis dalla Lega di Serie A e a seguire da Serie B, da allenatori e calciatori. La Lega Pro non si è mai finora schierata apertamente, coerente con la convinzione che i programmi contino più delle persone. Ma c’è una maggioranza consistente orientata a votare lo stesso Malagò. Abete andrà comunque fino in fondo. Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti può contare in misura preponderante sul sostegno della sua associazione ed è intenzionato a portare avanti le sue proposte nell’ottica di un confronto costruttivo a prescindere dal risultato. Ma è consapevole che Malagò, dopo aver lasciato il Coni un anno fa e aver guidato la Fondazione Milano Cortina, è ad un passo dal mettere al servizio di un calcio in difficoltà e che ha bisogno di una scossa e di un cambiamento radicale, la sua esperienza, per il prossimo biennio. Prima mossa, del neo presidente sarà la scelta del ct, con Roberto Mancini favorito.Questo articolo Malagò verso la presidenza della Figc, oggi il voto proviene da LaPresse