Meduse, vermocane e specie aliene: le insidie marine e come intervenire

Wait 5 sec.

Non più solo le ‘classiche’ meduse o tracine: a insidiare la salute dei vacanzieri arrivano nuove specie aliene. “Nel Centro Antiveleni di Pavia assistiamo 100-200 persone l’anno per problemi con animali marini, nel 10% dei casi bambini. Ultimamente veniamo contattati per disrubi legati alle specie aliene, che arrivano nel Mediterraneo da altri mari, trovando un ambiente favorevole alla riproduzione”. A spiegarlo a LaSalute di LaPresse è Davide Lonati, medico tossicologo del Centro Antiveleni Ics Maugeri e socio della Società italiana di tossicologia (Sitox), che stila una sorta di ‘Atlante’ delle specie più insidiose.L’invasione degli alieni dal mare“L’allarme più recente è relativo al pesce palla, ma pensiamo anche vermocane, oppure alla caravella portoghese: specie marine che, complice il riscaldamento globale, si adattano ai nostri mari”, dice lo specialista. Peccato che siano specie dotate di tossine, che si sommano ai ‘classici’ incidenti con le meduse o le tossine algali.Meduse in spiaggia (AP Photo/Mingson Lau)Per Davide Lonati l’incontro con specie marine urticanti è un fenomeno sottostimato: “A fronte di un gruppo di pazienti che arrivano in pronto soccorso con sintomi per i quali il medico chiama il Centro antiveleni, molti altri sfuggono”. I rischi legati alle meduseIl contatto con i tentacoli urticanti delle meduse determina “una sensazione di bruciore importante, con segni ‘a frusta’ lungo tutto l’area colpita. L’importante è sapere cosa non fare: grattarsi prima di aver rimosso le nematocisti. Dobbiamo pensare che queste ultime sono come frecce innescate: alla pressione sparano, conficcando nella cute la punta che rilascia le sostanze tossiche. Grattandoci – spiega il tossicologo – potremmo favorire il rilascio delle tossine. Inoltre la parte colpita non va mai sciacquata con acqua dolce: per osmosi questo potrebbe favorire la rottura delle nematocisti”. Cosa fare?“Il consiglio è di controllare che non ci siano residui di tentacoli sulla cute. Qualora ci fossero, è utile cercare di rimuoverli con cautela, utilizzando la sabbia o una superficie leggermente rigida, tipo carta di credito: così si favorisce il distacco della nematocisti senza il rilascio della tossina. Poi occorre sciacquare bene con l’acqua di mare”, raccomanda Lonati.Occhio ai falsi miti In questa caso i consigli della nonna sono vere e proprie trappole. “Attenzione ad ammoniaca, urina, alcol e aceto: non sono indicati per alleviare il bruciore da contatto con le meduse. Bisognerebbe invece proteggere la zona colpita dal sole. Ricordando che ci possono essere riacutizzazioni a distanza di 2-3 settimane”, avverte l’esperto.Tracina e acqua bollenteL’incontro con una tracina o un pesce leone rischia di lasciare il segno. “Il contatto con l’aculeo scatena un dolore lancinante, che si irradia fino alla radice dell’arto colpito. In questo caso le tossine sono termolabili, quindi consiglio di mantenere la parte in acqua calda tra 40 e 45 gradi: questo denatura la tossina. Poi bisogna valutare la profilassi antitetanica e l’eventuale residuo di aculeo nella parte colpita, ma questo richiede un trattamento ospedaliero”, precisa il tossicologo Sitox.Il vermocane e la caravella portoghese Il vermocane ha numerosi aculei urticanti “che provocano bruciore e un effetto irritante”, mentre la caravella portoghese è molto affascinante, ma altrettanto pericolosa. “Sembra un polmone d’aria che galleggia sull’acqua ma, oltre all’effetto urticante dei tentacoli, può dare cardiotossicità. Nella nostra esperienza abbiamo avuto qualche caso al Sud Italia di persone che hanno subito prima gli effetti classici a livello cutaneo, poi complicanze cardiache di tipo aritmogeno. E gli avvistamenti stanno aumentando”, avverte lo specialista.Pesce pallaIl pesce palla “ormai è presente nel Mediterraneo: ci sono stati casi di intossicazione da tetradotossina in Turchia. Ormai questo pesce un tempo tropicale viene pescato anche da noi, quindi è bene prestare attenzione”, conclude Lonati.Davide LonatiQuesto articolo Meduse, vermocane e specie aliene: le insidie marine e come intervenire proviene da LaPresse