«Lei era una bambina bellissima. Molto dolce. Lunedì era venuta al mio locale, abbiamo preparato insieme la pizza. La voleva portare al papà che non era potuto venire». Davanti alla palazzina di via Montiglio, a Casalotti, il nipote di una delle vittime, Arif, scuote la testa mentre racconta gli ultimi momenti trascorsi con la cuginetta Alicia, uccisa insieme ai genitori ieri sera in casa loro. A Marco Carta di Repubblica, che ha raccolto la sua testimonianza, il giovane parla di una famiglia «serena», «religiosa», travolta in poche ore da una mattanza che nessuno riesce ancora a spiegare. «Quello che è successo è assurdo», ripete, le mani strette alla ringhiera. «Non riesco proprio a realizzarla».Chi erano Kamal, Arzu e Alicia Uddin, vittime di CasalottiA morire, sotto i colpi inferti probabilmente con una mannaia poi sequestrata dagli investigatori, sono stati Kamal Uddin, 39 anni, la moglie Arzu e la loro figlia Alicia, di otto anni (e non cinque come emerso in un primo momento). Il padre, originario del Bangladesh, era arrivato a Roma 15 anni fa e si era costruito una vita normale lavorando al supermercato Dem di Casal Selce, dove imbustava la spesa e accompagnava i clienti fino all’auto, come ricostruisce Fanpage.it. Era benvoluto nel quartiere. La moglie e i due figli, Alicia e il fratello maggiore, lo avevano raggiunto in Italia soltanto tre anni fa. Una famiglia «assolutamente semplice», scrive ancora Fanpage.it, sconosciuta alle forze dell’ordine e lontana da qualsiasi ambiente criminale.Il commento del nipote Arif UddinArif, nipote di Kamal in quanto figlio di una cugina della vittima, descrive uno zio «religioso, educato, pulitissimo, tranquillo», una persona che non aveva alcun problema con nessuno. «Mai sentito di minacce», dice. La moglie Arzu, invece, l’aveva incrociata appena due volte, ma gli era parsa «molto gentile». Sul presunto assassino, secondo le prime ricostruzioni un conoscente della famiglia di origine bengalese poi fuggito a piedi, Arif allarga le braccia: «Non so chi sia», ammette, spiegando di non aver mai conosciuto neppure il cugino più grande, l’unico sopravvissuto al massacro, soccorso fuori casa e trasportato al Policlinico Gemelli.Alicia e l’ultima pizza preparata con il cuginoÈ nel ricordo di Alicia che il racconto si fa più doloroso. Arif la descrive come «una bimba dolce, giocherellona, solare», una bambina che lo cercava continuamente per giocare. Il 31 maggio era stata a casa sua a vedere un film, l’ultimo lunedì invece era passata con la madre per l’inaugurazione del locale appena aperto dal cugino. Lì avevano preparato insieme la pizza, che la piccola aveva poi voluto portare a casa al padre rimasto fuori. L'articolo Chi sono le vittime della strage a Casalotti. Kamal, Arzu e la piccola Alicia Uddin: il racconto di un nipote sotto shock proviene da Open.