Ancora una ‘doccia fredda’ per i tanto attesi anticorpi monoclonali anti-Alzheimer. Un po’ a sorpresa la Commissione Scientifica ed Economica del Farmaco (Cse) dell’Aifa, nella seduta del 15-19 giugno, ha confermato la non ammissione alla rimborsabilità delle due specialità medicinali a base dei principi attivi lecanemab e donanemab (Leqembi* e Kisunla*). Lo comunica in una nota l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), gelando le aziende produttrici.Al centro della questione i due nuovi anticorpi monoclonali anti beta-amiloide studiati per il trattamento della malattia di Alzheimer in fase iniziale, già autorizzati dall’Ema (Agenzia europea dei medicinali). Non senza qualche difficoltà questi farmaci, studiati per rallentare il cammino del ‘ladro dei ricordi’, dopo il via libera dell’americana Fda hanno infatti da qualche tempo incassato anche il disco verde in Europa. Il precedenteSembrava quasi fatta, invece in Italia nei mesi scorsi, dopo la prima ‘doccia fredda’ della Commissione Scientifica ed Economica del Farmaco, il Cda dell’Agenzia Italiana del Farmaco aveva riaperto i giochi avviando una serie di consultazioni e lasciando subodorare tempi non brevissimi. Ora la Cse torna a dire no, ritendendo che “non siano stati raggiunti i requisiti minimi per l’ammissione alla rimborsabilità da parte del Ssn”. Nel frattempo in alcuni centri specializzati sono partiti piccoli trial per la somministrazione di questi farmaci – molto costosi – nell’ambito dell’uso compassionevole. Un’opportunità che permette di analizzare l’efficacia degli anticorpi anti-Alzheimer al di fuori dei trial autorizzativi, nella vita reale.Questo articolo Alzheimer: nuovo no alla rimorsabilità degli anticorpi monoclonali in Italia proviene da LaPresse