Pride Milano, Albiani (PD): «Bandiere israeliane in corteo? Nessun problema. E non sposterei la data della manifestazione”

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Sabato 27 giugno è il giorno del Pride a Milano. Uno degli ostacoli annunciati sarà il caldo, che nel weekend farà arrivare le temperature fino a 37 gradi. Diverse voci hanno iniziato a porre il tema. Uno di questi è Luca Paladini, consigliere regionale di Patto Civico, che ha proposto di cambiare per il futuro la data del Pride copiando il modello parigino. Ma al Pride si arriva anche dopo le polemiche di alcuni esercenti di Porta Venezia e  le tensioni legate al conflitto in Medio Oriente. Ne abbiamo parlato con Michele Albiani, consigliere comunale di Milano e attivista LGBTQIA+. L’INTERVISTALa presidente di Arcigay Milano, Alice Redaelli, ha sostenuto che per partecipare al Pride come gruppo organizzato serve un’adesione ai valori stessi della manifestazione. Non le sembra un controsenso che l’associazione israeliana lgbtqia+ Keshet Italia viene criticata mentre possono circolare bandiere palestinesi?Alla presidenza era stato chiesto se c’era stata una richiesta di adesione da parte dell’associazione israeliana. Che io sappia, non c’è stata alcuna richiesta. Il PD partecipa con un carro da 11 anni al Milano Pride, qualsiasi altra realtà che fa discorsi transfobici o che non si rispecchia nel documento politico, non può partecipare.Secondo lei, se effettivamente le associazioni israeliane partecipassero, si potrebbero rivedere gli episodi del 25 aprile?Io sinceramente mi auguro di no. Se vedessi una bandiera israeliana al Pride, non ci troverei nessun problema. Sono sicuro che questa cosa la sappiano tutti e tutte, al netto delle provocazioni. De Chirico (Forza Italia) ha sostenuto che i membri del partito democratico milanese tacciono sui soprusi di Hamas nei confronti degli omosessuali. Come risponde?Quelli di Hamas sono dei delinquenti, ma lo sono allo stesso modo le forze dell’ordine israeliane che minacciavano i palestinesi appartenenti alla Comunità per ricattarli e utilizzarli in diversi modi. Non sono un fan di tantissime icone della sinistra storica, notoriamente omofobe, come Che Guevara. Lui non lo posso vedere al Pride. Quando qualcuno ha la sua maglietta, gli faccio notare il cortocircuito. Sono comportamenti che non posso accettare. Come valuta la proposta del consigliere regionale Paladini di spostare la data del Pride per il caldo?Ho letto questa proposta. Io non lo sposterei. Negli anni, ci sono state diverse modifiche per quanto riguarda il corteo per renderlo più accessibile, anche, per esempio, a persone con disabilità. La nostra amministrazione non ha però alberato a sufficienza diverse aree. Questo non risolve ovviamente il problema del riscaldamento globale, ma avere via Vittorio Pisani tutta in cemento non aiuta. Dobbiamo fare in modo che tutta la città sia vivibile in tutti i giorni dell’anno.Borgo delle Perse e LeccoMilano, due tra le realtà più conosciute della comunità LGBTQIA+ e del quartiere di Porta Venezia, hanno accusato il coordinamento del Pride sostenendo di non aver ricevuto supporto contro le ordinanze antimovida del Comune. Lei che cosa ne pensa?Le associazioni hanno risposto. Penso che la comunità debba rimanere unita. Capisco la rabbia e lo sconforto dei commercianti, ma penso che ho già detto che questa responsabilità ricade sulla nostra amministrazione. A tutti loro ho già dato la disponibilità ad incontrarsi per cercare di trovare una soluzione. Loro ci saranno comunque al Pride. Lavorerò affinché non accada più una cosa di questo genere.L'articolo Pride Milano, Albiani (PD): «Bandiere israeliane in corteo? Nessun problema. E non sposterei la data della manifestazione” proviene da Nicolaporro.it.