Leonardo Maria Del Vecchio ha pagato 54,777 milioni l’80% della società che edita Nazione, Giorno e Resto del Carlino salvandola in extremis dalla chiusura

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Leonardo Maria Del Vecchio ha pagato in tutto 54,777 milioni di euro per acquisire da Andrea Riffeser Monti l’80 per cento di Editoriale Italiana, la società che pubblica i quotidiani La Nazione, Il Resto del Carlino e Il Giorno. La cifra, inferiore a quella ipotizzata in un primo tempo (si valutava in 100 milioni di euro il valore del gruppo editoriale), è stata saldata in due operazioni diverse avvenute entrambe lo scorso 19 maggio. Di primo mattino nello studio notarile Ricci e Redaelli di Milano Riffeser Monti per conto di Monrif ha venduto l’80 per cento della società editoriale a Del Vecchio lì rappresentato dal suo manager Gabriele Benedetto. Poche ore dopo una assemblea straordinaria di Editoriale Italiana ha approvato un aumento del capitale sociale da 6,8 a 7 milioni di euro con sovrapprezzo di 13,282 milioni di euro. L’aumento è stato sottoscritto da Del Vecchio per 10,785 milioni di euro e dalla Monrif di Riffeser Monti per 2,696 milioni di euro. La stessa assemblea ha modificato lo statuto, dividendo le azioni in categoria A con tutti i poteri (le azioni di Del Vecchio) e in azioni di categoria B con poteri ridotti (le azioni di Riffeser Monti).Senza l’acquirente i tre quotidiani di Riffeser erano a un passo dalla chiusuraLa vendita dei tre quotidiani a Del Vecchio è stata una scelta obbligata per Riffeser Monti. La situazione finanziaria di Editoriale Italiana era infatti allo stremo, con un indebitamento finanziario netto di 38,563 milioni di euro. L’ultimo bilancio è stato chiuso con un fatturato di 97,917 milioni in calo rispetto al 2024 (era di 100,535 milioni di euro) e con una perdita di 3,362 milioni di euro in crescita rispetto ai 2,347 milioni di euro. Il patrimonio netto era negativo per 2,032 milioni di euro per la necessità di contabilizzare le perdite degli anni 2021 e 2022 che erano state sospese per effetto delle leggi speciali del periodo Covid. Alle banche creditrici il primo dicembre 2025 era stata formalizzata la richiesta di moratoria per sei mesi delle rate di restituzione del debito che scadevano il 31 dicembre 2025 e il 30 giugno 2026. Le banche non hanno concesso la moratoria in tempo utile, ma il pagamento della rata di dicembre non è stato comunque saldato rischiando di fare saltare tutti gli accordi sulla ristrutturazione del debito sottoscritti il 24 aprile 2024. Anche le nuove linee di credito avrebbero potuto venire meno, e come scrivono gli stessi vecchi amministratori nella nota integrativa al bilancio 2025 a quel punto le prospettive di continuità aziendale sarebbero potute venire meno.Il contratto preliminare firmato ha convinto le banche a concedere una moratoria sul debitoLa situazione dei tre quotidiani di Riffeser non è precipitata proprio grazie all’arrivo in extremis del cavaliere bianco Leonardo Maria del Vecchio. Le banche creditrici, ricevuta da Riffeser Monti la comunicazione della manifestazione di interesse di LMDV, non hanno staccato la spina attendendo l’evoluzione della trattativa. Il 2 marzo 2026 Riffeser Monti e Del Vecchio hanno firmato accordi vincolanti per la vendita dell’80% del capitale sociale di Editoriale italiana sulla base di una «valorizzazione dell’intero capitale economico espressa in termini di enterprise value pari a 100 milioni di euro». Anche se la cifra si è poi ridimensionata nella fase finale della vendita, l’atto formale è bastato per le banche creditrici (fra cui Intesa San Paolo) per concedere l’11 marzo 2026 la moratoria che era stata chiesta qualche mese prima. A quel punto la continuità aziendale è stata garantita e prima con la vendita e poi con l’aumento di capitale sottoscritto la società editoriale è stata ripatrimonializzata coprendo le perdite e ricostituendo il patrimonio netto.L'articolo Leonardo Maria Del Vecchio ha pagato 54,777 milioni l’80% della società che edita Nazione, Giorno e Resto del Carlino salvandola in extremis dalla chiusura proviene da Open.