Femminicidio Carbonaro, la 14enne si confidava con l’Ai: «Vuole controllare il mio cellulare». Le chat a processo, lui scriveva: «Devi morire per amore»

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«Ciao Chat, volevo chiederti una cosa, perché ho paura di dare il cellulare al mio ragazzo?». È una delle domande che Martina Carbonaro, la 14enne uccisa dall’ex fidanzato Alessio Tucci, reo confesso, ad Afragola il 26 maggio 2026, aveva rivolto all’Ai, con cui si confidava spesso. A parlare nell’udienza del processo contro 19enne è uno dei carabinieri che ha condotto le ricerche del corpo della giovane, trovato sotto un cumulo di vecchie masserizie in un casolare abbandonato, e le successive indagini sul femminicidio. Dalle conversazioni con il chatbot emerge il racconto di una relazione segnata da controllo e paura. «Oggi abbiamo avuto una discussione, ha detto che voleva controllare il mio cellulare», scriveva Martina, spiegando di essersi sentita in ansia pur non avendo «fatto nulla». In un altro passaggio ricorda un litigio nato dopo aver ricevuto una foto di Alessio insieme a un’altra ragazza in una casa abbandonata. «È stata dura perdonarlo», racconta, aggiungendo che gli amici del ragazzo avevano minimizzato l’accaduto, mentre se fosse stata lei a comportarsi allo stesso modo «sarebbe successo il finimondo» e sarebbe stata giudicata «una poco di buono».Le chatAnche dalle migliaia di chat tra i due – oltre 168mila messaggi tra testi, audio e file – emerge un rapporto segnato da gelosia, controllo e paura. In una conversazione del 9 maggio 2025, i due discutono dopo che Alessio aveva schiaffeggiato Martina, rompendole anche gli occhiali. «Nonostante avesse subito lo schiaffo, è Martina a chiedere scusa per essersi ribellata al comportamento di Alessio», ha spiegato durante l’udienza il carabiniere. Dalle indagini emerge inoltre che la 14enne non aveva un rapporto confidenziale né con la famiglia né con le compagne di scuola «e che, probabilmente – prosegue l’agente -, nessuno conosceva davvero la natura della relazione con Tucci». Le conversazioni con l’ex fidanzatoIn più occasioni, nelle conversazioni analizzate dagli investigatori, Martina scrive all’ex fidanzato: «Mi fai paura». Dalle chat si scopre anche che, a un certo punto, la 14enne aveva iniziato a frequentare un altro ragazzo. Una circostanza che Tucci aveva vissuto con forte gelosia e possesso. «Dopo due anni arriva questo che mi rovina la vita», le scriveva. E ancora: «Il karma esiste, devi morire per amore», uno dei messaggi inviati dall’ex fidanzato. L’ipotesi della presenza di altre personeDurante il processo è emerso che, la sera della scomparsa di Carbonaro, alcune persone si trovavano nel casolare abbandonato di Afragola dove, poche ore dopo, sarebbe stato ritrovato il corpo della 14enne. Alla vista delle forze dell’ordine, i presenti potrebbero essersi allontanati rapidamente e non sono stati identificati. Ma non solo. Il militare ascoltato oggi ha infatti reso noto, rispondendo alle domande del pm, che diverse ore prima dell’omicidio qualcuno si è recato in quel casolare per lasciare sul pianerottolo delle scale qualcosa molto somigliante a un indumento. Il gesto è stato immortalato da un sistema di videosorveglianza, lo stesso che diverse ore dopo registrerà l’allontamento di Tucci. «Ipotizzo che fossero lì per far sparire il corpo. In questo caso non avremmo mai saputo altro su questo omicidio», ha dichiarato l’avvocato Sergio Pisani, legale della famiglia Carbonaro. Dura anche la reazione della madre della ragazza, Enza Cossentino: «Sono emerse altre persone? Io li voglio tutti quanti dentro. Devono pagare fino alla fine, dal piccolo al grande». La donna ha poi concluso: «Abbiamo saputo delle minacce che ha subito. Secondo me Tucci ha pianificato l’omicidio».Foto copertina: ANSA/ CIRO FUSCO | L’uscita dal palazzo di giustizia di Napoli di Fiorenza Cossentino con al collo la foto della figlia, Martina Carbonaro, 19 maggio 2026L'articolo Femminicidio Carbonaro, la 14enne si confidava con l’Ai: «Vuole controllare il mio cellulare». Le chat a processo, lui scriveva: «Devi morire per amore» proviene da Open.