Tredici persone sono indagate per caporalato in uno dei cantieri per la nuova diga di GenovaLavori per la costruzione della diga foranea nel porto di Genova (ANSA/Luca Zennaro)Tredici persone sono state indagate dalla procura di Savona per presunti casi di caporalato all’interno del cantiere edile nel porto di Vado Ligure, in provincia di Savona. Nel cantiere è in corso la costruzione dei cassoni di cemento armato che servono a realizzare l’imponente progetto della nuova diga foranea nel porto di Genova.Sono state messe sotto controllo giudiziario due società, una di Genova e una di Brescia. L’ipotesi dell’accusa è che la società bresciana abbia fornito a quella genovese manodopera composta soprattutto da cittadini indiani e pakistani, arrivati in Italia tramite i decreti flussi o in modo irregolare, che poi sarebbe stata impiegata nel cantiere in condizioni di sfruttamento.Gli operai sarebbero stati obbligati a pagare per ricevere dispositivi di protezione e per vivere in appartamenti presi in affitto dalla società bresciana, dove sarebbero stati stipati in sovrannumero: fino a 30 persone per alloggio, in certi casi con un solo bagno e una sola cucina. Secondo la procura diversi operai non avrebbero ricevuto un’adeguata formazione sulla sicurezza e sarebbero state emesse per loro false certificazioni. Le ipotesi dei magistrati si basano sulle testimonianze di 42 lavoratori.Otto dei 13 indagati sono stati arrestati: sono sette cittadini indiani e uno pakistano, responsabili e dipendenti delle due ditte. Hanno tra i 28 e i 50 anni e vivono tra le province di Bergamo, Brescia, Barletta-Andria-Trani e Messina. Il giudice ha disposto anche il sequestro alla società bresciana di 277 mila euro, considerati equivalenti alle somme periodicamente versate dai lavoratori.– Leggi anche: Cos’è esattamente il caporalatoTag: cantieri-caporalato-lavoro-savonaConsigliati