L’abbordaggio della petroliera russa fermata in Sicilia non è «pirateria UE»

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Circola sui social un post che presenta l’abbordaggio di una petroliera russa come un atto di «pirateria UE». L’abbordaggio della petroliera Deliver è avvenuto effettivamente al largo della Sicilia, ma non risulta affatto un atto di «pirateria», perché la Francia è intervenuta sulla base dell’articolo 110 della Convenzione ONU sul diritto del mare e non in assenza di una legge internazionale.Per chi ha frettaNon è stata l’Italia e non è stata «la UE». A condurre l’operazione è stata la marina militare francese, che ha trasmesso il caso al procuratore di Marsiglia.La base giuridica esiste e si chiama articolo 110 della Convenzione ONU sul diritto del mare, che permette a una nave da guerra di controllare una nave sospettata di battere una bandiera falsa.Il Camerun aveva già tolto la Deliver dal proprio registro navale mesi prima, quindi la bandiera che la nave esponeva era già stata, di fatto, contestata.Non s può parlare in ogni caso di «Pirateria» siccome nel diritto del mare questa parola indica un atto compiuto per fini privati, non un’operazione di una marina militare.Il contenuto sotto analisiLa grafica mostra un elicottero militare sopra il ponte di una petroliera, con in alto la scritta «PIRATERIA UE» e in basso il titolo «Flotta ombra russa, nuovo caso, la petroliera Deliver intercettata al largo della Sicilia». Il testo che accompagna l’immagine apre con la domanda «La pirateria ha cambiato nome?» e prosegue così. «Se una nave civile naviga in acque internazionali, sulla base di quale principio giuridico può essere fermata? In virtù di una legge internazionale… o di sanzioni decise da un gruppo di Stati?». Poi chiama in causa il nostro Paese. «L’Italia è una Repubblica fondata sul diritto. Se ritiene legittima un’operazione del genere, dovrebbe spiegarne il fondamento giuridico». E chiude evocando il rischio di un «precedente», con cui «domani potrebbe bastare un’altra etichetta per trasformare qualsiasi nave sgradita in un bersaglio».Secondo la narrazione, quello che è successo sarebbe un abuso, un fermo senza legge mascherato da operazione legittima. Si tratta di una narrazione fuorviante, perché la legge che dice di non vedere esiste.Cosa è successo davvero alla petroliera DeliverIl 25 giugno 2026 Emmanuel Macron ha annunciato che martedì 23 giugno la marina francese aveva abbordato la petroliera Deliver mentre passava al largo della Sicilia. La nave batteva bandiera del Camerun ed era partita dal porto russo di Primorsk. I dati di tracciamento la indicavano in rotta verso Singapore. Dopo il controllo è stata scortata dalla marina francese verso un ancoraggio per ulteriori verifiche.La Deliver è considerata dalle autorità occidentali parte della cosiddetta flotta ombra, l’insieme di petroliere, spesso vecchie e con proprietà difficili da ricostruire, che la Russia usa per continuare a vendere il proprio greggio aggirando le sanzioni.Non è un caso isolato. Solo pochi giorni prima il Regno Unito aveva fermato nel Canale della Manica la petroliera Smyrtos, e da mesi le marine europee abbordano una dopo l’altra queste navi.Nel Mediterraneo era già successo, quando a dicembre un drone ucraino aveva colpito un tanker russo tra la Sicilia e Creta. Lo stesso schema lo abbiamo visto anche con gli Stati Uniti che hanno sequestrato la petroliera Marinera.La base giuridica che il post finge non esistaIl post chiede in base a quale principio si possa fermare una nave civile in acque internazionali. L’operazione è stata condotta sulla base dell’articolo 110 della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, ovvero la norma che disciplina il cosiddetto diritto di visita, cioè il potere di una nave da guerra di salire a bordo di una nave straniera in alto mare quando ci sono motivi fondati per sospettare che non abbia una vera nazionalità o che usi una bandiera falsa.Di fatto, il Camerun aveva radiato la nave dal proprio registro mesi prima, insieme ad altre imbarcazioni della flotta ombra, dopo aver scoperto che la sua bandiera veniva usata in modo irregolare. CIò significa che la Deliver continuava a esporre i colori di un Paese che non la riconosceva più, rendendo legittimo che venisse controllata da qualunque nave da guerra. Salita a bordo, la squadra francese ha confermato i dubbi sulla validità della bandiera e ha trasmesso un rapporto al procuratore di Marsiglia, competente in materia marittima.ConclusioniLa narrazione diffusa risulta fuorviante, sia dal punto di vista della falsa accusa della pirateria sia dal punto di vista legale, dove di fatto esiste una base giuridica e una condizione in cui si trovava l’imbarcazione tale da rendere l’azione giustificabile.Questo articolo contribuisce a un progetto di Meta per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Meta.L'articolo L’abbordaggio della petroliera russa fermata in Sicilia non è «pirateria UE» proviene da Open.