AGI - La Lazio Women è stata condannata a risarcire l'ex centrocampista Maja Gothberg per non aver rinnovato il suo contratto a causa della gravidanza. È quanto stabilito dal Tribunale Arbitrale dello Sport che si è pronunciato a favore della giocatrice svedese, nonostante quest'ultima non avesse ancora firmato il contratto che le era stato proposto dal club biancoceleste.Per Gothberg "questo caso non ha mai riguardato solo il calcio: si trattava di essere trattata con equità e rispetto in un momento importante della mia vita. La sentenza lancia un messaggio chiaro: la gravidanza non dovrebbe mai essere considerata un problema o un motivo per negare a una giocatrice opportunità lavorative". Soddisfatta anche Alexandra Gomez Bruinewoud, direttore legale della Fifpro, il sindacato dei calciatori: "Questo caso dimostra che il Regolamento sulla maternità della Fifa non è solo parole sulla carta, ma offre una reale tutela alle giocatrici. Il significato di questa sentenza va oltre il caso di Maja Gothberg e conferma che i club non possono semplicemente rescindere un rapporto di lavoro, anche se non formalizzato in modo definitivo, una volta appresa la gravidanza di una giocatrice".La posizione della Lazio WomenLa S.S. Lazio Women "prende atto della decisione assunta dal Tas nel procedimento promosso dalla calciatrice Gothberg" e "pur rispettando integralmente il pronunciamento arbitrale, ritiene opportuno evidenziare alcuni aspetti della decisione che confermano la particolarità e la complessità della vicenda"."Il Collegio arbitrale - si legge in una nota - ha riconosciuto la natura eccezionale del caso, caratterizzato da una serie di circostanze oggettive che lo distinguono dalle ordinarie controversie in materia contrattuale. Tra queste, il fatto che la calciatrice abbia comunicato la propria gravidanza prima dell'inizio della stagione sportiva, prima dell'arrivo presso il Club e prima della sottoscrizione formale del contratto. Proprio in considerazione delle peculiarità della vicenda, il Tas non ha applicato le ulteriori sanzioni previste dal Regolamento Fifa per i casi di risoluzione del rapporto legati alla maternità, riconoscendo l'assenza di mala fede da parte della S.S. Lazio Women 2015 a.r.l. e rilevando come il club abbia operato sulla base di una valutazione giuridica poi ritenuta non corretta dal Collegio arbitrale".La gestione dei rapporti"La decisione - continua la nota della società - evidenzia inoltre come il rapporto tra le parti sia stato gestito esclusivamente attraverso l'intermediazione dell'agente della calciatrice. È significativo rilevare che la S.S. Lazio Women non abbia mai ricevuto una comunicazione diretta da parte della calciatrice, né una richiesta di chiarimento circa la prosecuzione del rapporto, né la restituzione del contratto firmato dopo la trasmissione della documentazione predisposta dal club. Gli stessi arbitri hanno sottolineato che tra la Società e la calciatrice non vi è mai stato un contatto diretto e che quest'ultima avrebbe potuto verificare personalmente la disponibilità del club a proseguire il rapporto prima di avviare il contenzioso. In tale contesto, la ricostruzione dei fatti contenuta nel lodo conferma come le criticità che hanno portato alla controversia siano maturate all'interno di una gestione negoziale particolarmente complessa e caratterizzata da interlocuzioni affidate esclusivamente a soggetti terzi. Una circostanza che ha inevitabilmente contribuito a generare incomprensioni e valutazioni divergenti tra le parti".Impegno futuro del clubLa S.S. Lazio Women 2015 in ogni caso "ribadisce il proprio impegno a favore della tutela delle atlete e dei principi di inclusione, rispetto e pari opportunità che caratterizzano il calcio femminile moderno. La Società continuerà a garantire il massimo livello di attenzione nei confronti delle proprie tesserate e ad adeguare costantemente le proprie procedure interne alle evoluzioni normative e regolamentari nazionali e internazionali".