Il presidente di Israele Herzog: «Vogliamo la pace ma Hezbollah e Hamas vanno fermati»

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Isaac Herzog, presidente di Israele, dice che il suo periodo da capo dello Stato «è il più difficile mai affrontato». Ed elenca: «Le enormi proteste contro il progetto giustizia del governo, gli eccidi del 7 ottobre 2023… da allora siamo in guerra, su più fronti. Dolore, angoscia, famiglie in lutto, gli ostaggi tenuti a Gaza che sono passati attraverso l’inferno. Il mio dovere è presentare la posizione di Israele contro l’antisemitismo che si diffonde sempre di più in tutto il mondo».HerzogHerzog ha perso le elezioni del 2015 contro Benjamin Netanyahu. Nel 2026 ha dovuto subire le pressioni di Donald Trump per concedere la grazia al premier a processo per corruzione. Si è rivolto ai libanesi con un’offerta di pace: «In arabo. E vorrei la stessa possibilità di convivenza con la Siria. L’accordo con il Libano potrebbe essere firmato domani, non ci sono dispute territoriali. Eppure devo continuare a ripetere alla comunità internazionale: è Hezbollah, un’organizzazione terroristica, a mettere il veto e rendere l’Iran parte della questione Libano-Israele è un errore enorme. È una delle preoccupazioni che abbiamo sull’intesa in discussione e che abbiamo espresso agli americani. Il problema principale: come garantire che Teheran non si precipiti a realizzare la bomba atomica?».L’impero del maleIl presidente dice che «l’impero del male non smette di manovrare. Alcune nazioni occidentali sono troppo ingenue. Che cosa succederà con l’enorme quantità di denaro che verrà elargita al regime? La userà per sfamare e aiutare la gente? O spenderà quei miliardi per armare gli alleati e nel terrorismo? Torno al Libano: chi renderà Hezbollah inoffensivo? I ragazzi italiani. No, i nostri figli. Non vorremmo, ma a chi toccherà? Il governo libanese vuole la pace e l’Occidente sta permettendo a Teheran di decidere al posto suo».MattarellaSu Unifil, spiega, «ho un enorme rispetto per il presidente Mattarella, lo considero uno statista saggio e ascolto i suoi buoni consigli. L’incidente con i militari Unifil è stato un errore, lo abbiamo ammesso, continuiamo a investigare, c’era una postazione di Hezbollah lì vicino, ovviamente — Dio non voglia — non abbiamo intenzione di colpire i soldati Onu. Per quanto riguarda la missione, non abbiamo alcun problema con le truppe italiane, il nostro problema è il mandato: non c’è stata, non c’è, la volontà o la capacità di impedire che un gruppo terroristico ammassasse armamenti sul confine con noi. È stato Hezbollah a violare la risoluzione delle Nazioni Unite votata dopo la guerra del 2006: non possiamo vivere così sotto il bombardamento costante del nord di Israele, l’ho detto al presidente Mattarella».I due StatiHerzog ricorda di aver «sostenuto la soluzione dei due Stati, oggi è lontana e per ragioni oggettive. La prima è il 7 ottobre: l’israeliano medio si chiederà, andando alle urne, “posso fidarmi che un giorno il mio vicino palestinese non si svegli e commetta un attacco terroristico, bruciando le case, stuprando, uccidendo e prendendo ostaggi?” Stiamo ancora vivendo quel trauma e questo va capito. Sono necessarie riforme fondamentali nell’Autorità palestinese e dobbiamo concentrarci sugli incontri diretti tra persone soprattutto per i giovani. Adesso siamo bloccati, dopo le elezioni e con lo sforzo americano può esserci un orizzonte per il dialogo. In questo Paese c’è una grande differenza di posizioni: dall’estrema destra al limite del fascismo all’estrema sinistra pro-palestinese».Itamar Ben-GvirInfine, sulla polemica con Ben-Gvir: «Sì ho detto che ci sono forze ai margini della società che minacciano di diventare centrali. Quello che Ben-Gvir ha fatto è una delle ragioni per cui ho deciso di parlare. Non l’unica. Non possiamo paragonare questi fenomeni alla maggior parte degli israeliani che rispettano la legge e vogliono un futuro migliore insieme». Definirebbe la violenza dei coloni contro i palestinesi in Cisgiordania «terrorismo ebraico»? «È un piccolo gruppo che deve essere fermato e sono state prese decisioni in questo senso». Dopo nove mesi dalla tregua, il piano Trump per Gaza è in stallo. I palestinesi sopravvivono ancora in campi tendati. «È fondamentale che il piano proceda con il disarmo di Hamas, gli egiziani stanno compiendo un grande sforzo per ottenere questo risultato. Stiamo facendo il possibile per migliorare la situazione umanitaria».L'articolo Il presidente di Israele Herzog: «Vogliamo la pace ma Hezbollah e Hamas vanno fermati» proviene da Open.