Prandelli, ex ct dell’Italia, ha voluto inquadrare il momento del calcio italiano attraverso queste dichiarazioniA dodici anni esatti dall’infausto Uruguay-Italia del Mondiale 2014 in Brasile, il calcio italiano si ritrova a fare i conti con gli stessi, identici problemi strutturali di allora. Cesare Prandelli, l’ultimo commissario tecnico a guidare gli Azzurri in una fase finale iridata, fotografa a La Gazzetta dello Sport la crisi del movimento partendo da un aneddoto familiare doloroso ma emblematico:«Il pianto di mio nipote Francesco che è nato nel 2015 e ha undici anni. Abbiamo visto Bosnia-Italia in tv e alla fine era in lacrime. “Nonno, non andiamo al Mondiale…”. Non potevo dirgli molto, ma so che continuando così ci saranno tanti altri bambini in lacrime in futuro. Dovremo muoverci subito, non c’è tempo».Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italianoIl progetto “Italia Futuro” e il muro della politica sportivaSecondo l’ex allenatore della Fiorentina, questi dodici anni sono trascorsi completamente invano. Già nel 2013, insieme ad altri tecnici, Prandelli aveva avvertito la necessità di intervenire sul gap generazionale che colpisce i calciatori italiani subito dopo il ciclo delle giovanili, quando finiscono per non trovare più spazio nei club. La proposta di riforma, all’epoca, era chiarissima:«Creare una Nazionale Under 23 come le squadre di Juve e Milan. Un’Italia Futuro da iscrivere in un campionato di Serie C. Con tutti giocatori che i club non vogliono utilizzare una volta finito il ciclo Under 21. A spese federali, senza chiedere premi di rivalutazione. Due anni in questo “club”. Risposta dei presidenti: sì, ma noi compriamo i giovani all’estero perché costano meno. Non è vero».Quell’idea innovativa venne però bloccata dalle componenti politiche del pallone, che si opposero fermamente accusando il ct di aver invaso campi non suoi. Un’occasione persa non solo per lo sviluppo dei giovani atleti, ma anche per la crescita e la formazione dei quadri tecnici federali.La panchina azzurra e l’elogio al modello ComoMentre l’attualità del calciomercato della Nazionale si concentra sul futuro dualismo tra Mancini e Conte per la panchina azzurra, Prandelli esprime una preferenza netta e in controtendenza per la guida tecnica dell’Italia:«Baldini. Ha visto come era la sua Italia? Umanità, valori. Sarebbe un riferimento non solo calcistico. Uno che lavora con i giovani, per bene, che sa di calcio. Ma devono farlo lavorare. Visto Gattuso?».L’analisi finale si sposta poi sull’evoluzione tattica globale vista durante la rassegna mondiale, caratterizzata da ritmi altissimi, corsa e continue verticalizzazioni. Un calcio rapido in cui l’Italia odierna, troppo legata a schemi rigidi e passaggi orizzontali, soffrirebbe enormemente a causa di una manovra compassata. Nel panorama nostrano, secondo l’ex ct, l’unica eccezione virtuosa capace di abbinare organizzazione e inventiva è rappresentata dai lariani:«Il Como. Non mi fraintenda, grande strategia ma libertà e imprevedibilità perché i giocatori hanno tante soluzioni. La libertà nell’organizzazione. La velocità. A noi manca la velocità. Perdi in organizzazione, ma diventi imprevedibile. Lasciamoli liberi di inventare nelle situazioni di gioco. Noi non vinciamo più per questo».