Il governo interviene per per favorire il sostegno alla Tricolor che giocherà i sedicesimi di finale al Mondiale 2026 Il calcio, in Messico, è molto più di una semplice passione sportiva: è un vero e proprio rito collettivo in grado di paralizzare o mobilitare un intero Paese. In vista dell’attesissima sfida della Tricolor, valida per i sedicesimi di finale dei Mondiali, il governo federale ha deciso di intervenire direttamente. Per gestire l’entusiasmo della piazza e il conseguente impatto logistico, è stato emesso un decreto ufficiale per l’implementazione del telelavoro nella giornata di martedì 30 giugno 2026.Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondoI dettagli del decreto: scuole chiuse e smart workingLa misura straordinaria, che rappresenta il terzo provvedimento di questo tipo adottato dalle istituzioni, coinvolgerà in prima battuta tutti i dipendenti federali con uffici situati nell’area metropolitana di Città del Messico. A questa disposizione si affianca una decisione altrettanto impattante: la sospensione totale delle lezioni in tutte le scuole della capitale.La presidente messicana, Claudia Sheinbaum, ha fatto chiarezza sulle motivazioni alla base di questa scelta, spiegando che l’obiettivo dell’esecutivo è: “Contribuire alla mobilità urbana, alla sicurezza stradale, alla continuità delle attività amministrative e all’efficienza nella prestazione del servizio pubblico”. Evitare il collasso del traffico e dei mezzi pubblici prima, durante e dopo la gara è infatti considerato cruciale per la gestione dell’ordine in una megalopoli complessa come Città del Messico.Le direttive per il settore privato e i servizi essenzialiOvviamente, la flessibilità lavorativa non potrà essere applicata in modo indiscriminato. Dal provvedimento restano rigorosamente esclusi tutti i servizi essenziali per il funzionamento della comunità: continueranno a operare a pieno regime la sanità, le forze di sicurezza pubblica, i trasporti e tutto il personale legato direttamente all’imponente macchina organizzativa del torneo.Per quanto riguarda le aziende private, il decreto non impone alcun vincolo obbligatorio, ma lancia un messaggio inequivocabile. Il testo ufficiale esorta apertamente il settore privato e sociale della capitale affinché, per il 30 giugno 2026: “In tutte le attività amministrative non essenziali, concedano le agevolazioni necessarie per implementare schemi di telelavoro, lavoro a distanza o modalità flessibili di organizzazione lavorativa”. Un invito che, di fatto, va a istituzionalizzare e incoraggiare una pratica già in uso nel Paese. Stando agli ultimi dati, infatti, il 18% delle imprese messicane concede già in autonomia ai propri dipendenti la possibilità di lavorare da casa per poter tifare e seguire le gesta della propria nazionale.