Accordo per il cessate-il-fuoco tra Libano e Israele. Hezbollah esclusa

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di Enrico Oliari –Finalmente al quinto giro di negoziati è stato raggiunto a Washington un accordo tra Israele e Libano, ma aldilà degli entusiasmi e dei facili proclami, resta un’intesa fin da subito traballante. Anche perché, come è ormai da tradizione consolidata nello spirito occidentale (si veda il conflitto ucraino), al tavolo è mancata una delle parti, cioè Hezbollah e i molti palestinesi costretti già nel 1948 a fuggire in Libano per far posto all’usurpazione israeliana. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che è bene ricordare essere oggetto di un mandato di arresto internazionale per il genocidio di Gaza (così lo ha definito recentemente l’Onu), ha cantato vittoria parlando di “un duro colpo inferto all’Iran”, una tesi sempre alla quale gli stessi israeliani sono sempre meno disposti a credere.Nella fattispecie viene previsto il ritiro delle Idf nella zona di sicurezza, ma non da subito: al momento rimarranno in territorio libanese pur consentendo alle famiglie di rientrare nelle loro case in due aree, una a nord del fiume Litani e l’altra a sud. Da queste i militari israeliani si ritireranno per consegnarne il controllo all’esercito libanese.I tunnel di Hezbollah verranno individuati e distrutti dallo stesso esercito libanese una volta addestrato dagli Usa, all’insegna del punto fondamentale dell’accordo che prevede il rispetto reciproco fra Israele e Libano, i quali “affermano il diritto di ciascuno Stato a esistere in pace e il reciproco desiderio di vivere in sicurezza come Stati sovrani confinanti. Israele e Libano dichiarano la loro intenzione di porre fine in modo definitivo al conflitto, di concludere formalmente qualsiasi stato di guerra tra di loro. Entrambi i Paesi affermano la loro intenzione di risolvere tali questioni in quanto Stati sovrani attraverso negoziati bilaterali diretti, con la mediazione e il sostegno degli Usa”.Ovviamente la cosa non è andata giù ai sostenitori di Hezbollah, che nella notte si sono riversati nelle strade della capitale libanese Beirut per protestare contro l’accordo fatto alle loro spalle. L’esponente di Hezbollah e parlamentare libanese ha affermato che “Riaffermiamo la nostra posizione contro i negoziati diretti con il nemico israeliano e mettiamo in guardia contro la deriva politica e di sicurezza dei negoziati, che mina la sovranità del Libano e causa pericolose divisioni interne.Da notare in questo quadro l’assoluta insussistenza della missione Onu Unifil, che ai contribuenti italiani costa circa 100 milioni di euro l’anno. L’idea è quella di una nuova missione internazionale alla quale possano prendere parte anche gli eserciti dei Paesi arabi.Soddisfazione per il raggiungimento dell’accordo è stata espressa dalle cancellerie occidentali e dalle principali monarchie del Golfo.Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha affermato che “Oggi è l’inizio dell’inizio, c’è molto ancora da fare. Non sottovalutiamo le difficoltà dell’impresa che ci attende, ma ne comprendiamo l’importanza e quanto sia vitale”.Da Palazzo Chigi è stato espresso che “È fondamentale consolidare il cessate-il-fuoco tra il Libano e Israele e creare le condizioni per una pace duratura tra queste due nazioni che veda affermata la sovranità e l’integrità territoriale del Libano e la sicurezza di Israele”: “l’Italia, è da tempo impegnata per questi obiettivi, continuerà a fare la sua parte, in stretto coordinamento con partner e alleati”.