Diverse condivisioni Facebook riportano un filmato dove si vedrebbe un mercato di schiave sessuali in Siria. Alcuni collegano tale pratica alla religione islamica. Vediamo di cosa si tratta realmente.Il contenuto viraleLe condivisioni della clip possono presentare la seguente didascalia: «Schiave sessuali in vendita nei mercati locali in Siria. Quando la sinistra afferma che c’è molto da imparare dalla cultura islamica, intende questo?».Una rappresentazione teatrale scambiata per fonteLe immagini sono autentiche ma fuori dal loro reale contesto. Come spiegano la collega Inci Ekeöz di Teyt e i colleghi di Maldita e Reuters, il filmato riguarda una manifestazione teatrale all’aperto tenutasi l’8 marzo 2023 al Parki Shar vicino al Castello di Erbil in Iraq.L’opera di intitola Le grida inaudite degli angeli di Ezidkhan ed è stata diretta dall’artista visiva Aryan Rafiq. La scena rappresenta comunque un fatto storico. Mostra la riduzione in schiavitù di diverse donne yazidi durante l’occupazione di Siria e Iraq da parte di Daesh, l’autoproclamato Stato islamico, nel 2014. «Gli investigatori delle Nazioni Unite hanno detto in un report del 2016 – riporta Reuters – che l’ISIS ha commesso un genocidio contro gli yazidi in Siria e Iraq attraverso omicidi, schiavitù sessuale e altri crimini. Dopo aver conquistato la città di Sinjar nel nord dell’Iraq nell’agosto 2014, ha violentato ragazze di nove anni e ha trattato le donne come “merci” nei mercati degli schiavi, con alcune vendute alle loro famiglie per 10.000 a 40.000 dollari dopo la prigionia e gli stupri multipli, riporta il report».ConclusioniLe immagini condivise online non mostrano un vero mercato di schiave sessuali in Siria, bensì una performance teatrale messa in scena in Iraq nel 2023. L’opera aveva lo scopo di denunciare e ricordare i crimini reali commessi dall’ISIS contro le donne yazidi a partire dal 2014. Il video è stato quindi decontestualizzato per veicolare un messaggio fuorviante.Questo articolo contribuisce a un progetto di Meta per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Meta.L'articolo Il falso video del mercato di schiave sessuali in Siria proviene da Open.