Walter Sabatini: «Malagò deve creare una Nazionale come se fosse un club, così si rinasce»

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Il Mondiale, l’Argentina, l’Italia, la Juve di Comolli e Gattuso: le idee del vulcanico ds Walter Sabatini. Le sue paroleDirettore sportivo tra i più attenti del calcio italiano, persona che non regala mai opinioni scontate, Walter Sabatini racconta al Corriere dello Sport le sue impressioni sul Mondiale in corso.NOTTI MONDIALI E SIGARETTE – «Sigarette elettroniche. Buone. Non sono Marlboro, ma non posso farne a meno».L’ARGENTINA – «Da quando sono stato male, non ci sono più andato e ora devo fare in modo di abbandonarla. Non mi posso permettere viaggi che superino le 3-4 ore».SCALONI – «Lionel è molto affettuoso, ha fatto una carriera eccezionale, diventando un semidio come succede a chi allena l’Argentina. Ha restituito dignità e risultati alla Selección. Ha personalità, scaltrezza, sa vivere, sa capire e gestire i rapporti di forza. Le doti indispensabili per allenare una Nazionale».L’HYDRATION BREAK «È una sorta di time out per bere e ascoltare l’allenatore. Non cambia il senso di una partita. Noi siamo portati alla distruzione di qualsiasi cosa. Ho trovato corretto snellire il gioco, ridurre i tempi concessi al portiere. Ho visto arbitraggi più coraggiosi, si tollera il contatto, le partite hanno un bel ritmo».GIUSTO CHE LA NAZIONALE SIA FUORI – «No, una iattura. L’assenza dell’Italia è un default per tutti. Almeno trasformiamo l’eliminazione in un’avvertenza. Non vorrei sprofondare nella retorica, ma ci deve essere più amore verso la Nazionale. La trattiamo con troppa sufficienza».LA LEGA DI SERIE A POCO ATTENTA – «Sono stato uomo di società, non cambio adesso casacca, bastano tre o quattro infortuni per modificare il valore di una stagione sportiva e ridurre le possibilità di profitto. Lo so benissimo, ma ora vanno accantonati interessi e corporativismo. Bisogna tutelare la Nazionale».MALAGO’ RIUSCIRA’ NELL’IMPRESA – «Penso di sì. Ha già riscosso consensi, derivati dai risultati dello sport italiano alle Olimpiadi, sa quali sono le alchimie per formare un gruppo forte di lavoro e vincere. L’Italia non deve solo partecipare. Io mi lamento di non vincerli i Mondiali. Dopo l’Uruguay, siamo stati i primi negli anni Trenta. La storia non bisogna metterla da parte».COSA SI DEVE FARE – «Il mio è un pensiero in libertà. L’Italia dovrebbe essere un club e funzionare come un club, previo consenso delle società. Basta con le convocazioni estemporanee. Mi piacerebbe si formasse un gruppo come se fosse la Roma, l’Inter o il Milan. Immagino un roster di 22-23 giocatori integrabile per necessità e merito. Così li vai a controllare, li intrattieni, li responsabilizzi. Bisogna creare un rapporto solido con gli allenatori. I giocatori devono sentirsi parte di una squadra vera, non transitoria».BUFFON E GATTUSO – «Ci hanno provato, sono stati sfortunati, ma questo modo di affrontare la Nazionale non è stato enfatizzato. Ora dovrebbe diventare un’emanazione del presidente. Quasi un diktat. Si fa e si deve fare».L’IDEA E’ REALIZZABILE – «Sì, se viene ipotizzata dall’alto e attraverso un tavolo con i club di Serie A. La Figc traccia il programma, occorre un accordo preventivo, nessun presidente si deve tirare fuori. Non so come si comporteranno i fondi stranieri, non penso non possano tenere presente un dovere. Il senso d’orgoglio nazionale lo devono rappresentare tutti, non solo i tifosi. Il ct avrà un compito preciso: ricostruire lo spirito, la forza, l’adesione alla Nazionale. Mi rendo conto delle remore, ma abbiamo bisogno di qualcosa di immediato e soprattutto di efficace. Non possiamo parlare solo dei giovani e del numero eccessivo degli stranieri. Gli stranieri sviliscono il calcio italiano quando sono scarsi».BALDINI HA FATTO ACCUSE GRAVI – «La sua è stata un’analisi imbarazzante per quanto vera. Il gioco di mantenimento e di possesso, con passaggi orizzontali, prevede corse più brevi e sotto ritmo. Comodo per squadre con l’età media di 28-29 anni, interessate a non correre tanto. Incide, devo dire, anche la paura degli infortuni. Quest’anno non sono riuscito a vedere una partita di Serie A senza una sostituzione per motivi muscolari».LA NAZIONALE FOOTBALL CLUB – «La sostanza è questa. Ci vuole un presidente illuminato. Mi fido molto di Giovanni, servono decisioni forti, immagino a fari spenti abbia già cominciato».LA JUVE – «La Juve era l’unico club che gli potesse permettere di accantonare il dolore maturato in Nazionale. C’è un solo metodo nel calcio. Guardare. Quando sento parlare di “metodo Comolli” mi sbudello dal ridere. Ho fatto calcio senza metodo per trent’anni. Guardo la Costa d’Avorio o altre nazionali africane con la curiosità e la speranza di essere abbagliato da un giocatore».SI ASPETTAVA LA JUVE DIETRO LA ROMA – «No, ma ha fatto una prodezza la Roma e sono stati commessi degli errori dalle concorrenti. La Roma senza Champions non può stare, non può esistere, lo dico con orgoglio, nei miei sei anni a Trigoria ci siamo sempre andati. Bravi Gasperini e i suoi giocatori. Hanno lavorato con una fede incrollabile».GATTUSO A PERUGIA – «Era in età Allievi e arrivò per un provino insieme ad altri ragazzi. Dopo 10 minuti decisi di sostituirlo, ma lo avevo già scelto. Rino uscì dal campo incazzato come una iena, giocava un calcio robusto, era un ’78 e stava affrontando ragazzi più grandi. Temevo si potesse fare male. Urlava: “Sono venuto dalla Calabria!”. Gli risposi: “Vai a fare la doccia”. Era incazzatissimo, come è stato incazzato per tutta la sua vita di calciatore, una fortuna. Gli auguro una grande stagione con la Lazio, spero sistemi la squadra per le sue esigenze. Consiglio a Lotito di adottare il metodo Baldini. La paura non aiuta dirigenti e allenatori. Serve coraggio. I calciatori si distinguono tra forti e deboli, non giovani o vecchi».UN COLPO DI MERCATO DAL MONDIALE – «No, niente mercato, sarebbe una specie di aggiotaggio. Dico solo una cosa. Ho visto un paio di centrocampisti forti e bassi di statura, quindi non saranno presi in considerazione. Applicando lo stesso principio, Messi e Verratti non avrebbero giocato a calcio».