Circola un testo virale, in italiano e in altre lingue, secondo cui il collage che mostra le vittime dell’attacco a Starobilsk del 22 maggio 2026 sarebbe un falso. Secondo la narrazione, i volti nel collage non apparterrebbero a vittime del bombardamento, ma sarebbero foto rubate a persone estranee ai fatti, prese da Pinterest o da profili social a caso, o addirittura da piattaforme di casting. L’accusa parla di propaganda russa che ruba i volti, perfino quelli di bambini, per costruire una finta strage, ma risulta vero il contrario.Il contestoL’esercito ucraino sostiene di aver colpito un comando dell’unità di droni «Rubikon», mentre la Russia parla di attacco terroristico a un dormitorio studentesco. Le Nazioni Unite hanno dichiarato di non poter verificare i fatti, perché non hanno accesso all’area occupata. La verifica di Open Fact-checking riguarda i volti del collage.I volti del collage hanno un nome e un profiloChi contesta il collage attribuisce a ogni volto una fonte diversa, come un selfie datato da Pinterest, una presunta blogger ucraina, una foto recuperata da un portfolio da casting, il famoso «bambino di Marte» Boris Kipriyanovich o una scout dell’organizzazione ucraina Plast.In realtà, diverse foto si trovano sui profili VKontakte delle ragazze, caricate mesi prima dell’attacco, e i nomi coincidono con l’elenco ufficiale delle vittime. Una delle ragazze del collage compare in una foto di classe pubblicata il 10 marzo 2024, più di un anno prima del raid, accanto a un’altra studentessa anch’essa tra i caduti.Il Kyiv Independent, giornale ucraino, ha ritrovato i profili social di 19 delle 21 presunte vittime. Molte seguivano la pagina del collegio di Starobilsk o lo indicavano nel proprio profilo, e diverse comparivano insieme in foto pubblicate online da prima dell’attacco. Un’altra verifica, molto dettagliata sul collage delle vittime di Starobilsk, è stata fatta dai colleghi russi indipendenti di Provereno.Il dettaglio che tradisce la falsa smentitaSecondo il tracciamento dei colleghi di Provereno, corroborato dal Kyiv Independent, il primo volto, presentato come «selfie da Pinterest», risulta essere quello di Daria Serdiuk.Lo scatto si trova sul suo profilo VKontakte, dove la versione a colori risale al 18 giugno 2025 e l’account esiste dal marzo 2024, con foto accanto a Viktoria Zaratuichenko, una compagna anch’essa tra le vittime.Il secondo scatto, spacciato per la «blogger ucraina Ekaterina Yuryevna», raffigura Sofia Fen, e risulta pubblicato l’8 novembre 2025. La ragazza era iscritta alla pagina del collegio di Starobilsk.Il terzo, attribuito a «portfolio da casting», è di Anna Pohribnichenko, ritratta con gli stessi vestiti accanto ad altre sculture di legno in scatti caricati il 15 aprile 2026. Il quarto, l’unico ragazzo, viene indicato come il «bambino di Marte» Boris Kipriyanovich. Confrontando i volti del ragazzo nella foto e quello visibile su Youtube di Boris, questi non coincidono, a partire dalle orecchie.Il quinto, indicato come «scout dell’organizzazione Plast», è di Iryna Zhyvotikova, identificata dalla Novaya Gazeta Europe, fotografata nell’estate 2025 mentre faceva l’animatrice in un campo estivo russo per bambini.Il sesto volto viene indicato come quello di una presunta «modella in giacca chiara». Si tratta di Olena Martymyanova, che il Kyiv Independent colloca in una foto di classe del 27 febbraio 2025, oltre un anno prima dell’attacco.La fonte della narrazione falsa: l’intelligenza artificialeCome ricostruito dai colleghi di Provereno, la fonte della falsa narrazione risulta essere l’intelligenza artificiale. Utenti, come rv_ova su Threads, hanno diffuso diversi screenshot dove le foto sono state date in pasto a diverse AI, ottenendo le informazioni false sull’identità delle persone ritratte.ConclusioniIl collage delle vittime di Starobilsk, contestato sui social da utenti filo-ucraini, non risulta costruito con foto rubate da persone estranee ai fatti. I volti risultano appartenere a persone reali e legate al luogo dei fatti, con profili social esistenti da prima dell’attacco, i cui nomi coincidono con l’elenco dei morti. La verifica, che smentisce la narrazione filo-ucraina, proviene da due fonti, ovvero dai fact-checker russi indipendenti di Provereno (membri di IFCN come Open) e dal giornale ucraino Kyiv Independent.Questo articolo contribuisce a un progetto di Meta per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Meta.L'articolo Il collage delle vittime di Starobilsk non è un falso costruito con foto rubate proviene da Open.