Alemanno sta per uscire dal carcere e ha dichiarato che ora desidera collaborare con “tutte le persone di buona volontà, a prescindere dal loro colore politico”, che vogliano occuparsi del nostro sistema penitenziario.Ha scontato la sua pena e verrà scarcerato con uno sconto di pena di 39 giorni a causa delle condizioni detentive subite, “INUMANE e degradanti”. In molte delle nostre carceri si sconta la pena in condizioni di violenza, sovraffollamento, con uno spazio vitale inferiore ai 3 metri quadrati per ogni recluso, in condizioni igienico-sanitarie pessime. A volte sono inaccessibili perfino le cure mediche.Questo è pericoloso per loro e per tutti noi. Basti pensare che queste condizioni inumane fanno aumentare i suicidi e anche la criminalità o i comportamenti antisociali o pericolosi in persone la cui pena dovrebbe essere rieducativa. È ovvio che più facilmente non rispettino le regole o possano poi delinquere esseri umani che subiscono condizioni non umane! Alcuni si deprimono, si ammalano, si arrendono, si spengono. Altri si infuriano.Ma la gente sui social, senza sapere nulla, ama scrivere compulsivamente “buttare via le chiavi”. Siamo incivili e soprattutto non ci interroghiamo mai davvero sulle conseguenze delle cose. Le condizioni delle nostre carceri — oltre a non rispettare la dignità di chi è detenuto e di chi lavora nelle carceri — portano conseguenze nella società, conseguenze fuori dalle carceri!Davvero chi ha subito e ha sensibilizzato sulle condizioni inumane delle carceri italiane viene ascoltato oggi in base a schieramenti politici (polarizzati)? In Italia anche i temi più importanti, vitali, vengono affrontati in base a chi li porta o li riporta a galla. Come purtroppo è avvenuto per l’ultimo referendum. (Molti mi dicevano: voto SÌ perché sono di destra o voto NO perché sono di sinistra. Che assurdità!)Possibile che se esprimo vicinanza a Gianni Alemanno, se dico che ho pazienti a Brescia altrimenti andrei a Roma, mi si dica: “ma sei di destra?”, “ma sei fascista?”, “ma allora ti piace Vannacci?” Siamo talmente abituati a delegare il pensiero ad altri da dover ormai etichettare e semplificare ogni cosa.Ma in carcere ci può finire chiunque di noi. Le persone allora mi rispondono: “eh, non tutti, solo i delinquenti”. Non è così. Esistono anche le misure cautelari. Esistono anche gli Stasi. Esistono anche più di 1000 persone all’anno ingiustamente detenute. Allora le persone replicano: “tu sei psicologa, ti occupi di questo e pensi sempre agli altri, ma io voglio pensare a me e alla mia sicurezza”.Leggi anche: Capodanno dietro le sbarre, era necessario l’arresto di Gianni Alemanno?E allora se così dobbiamo ragionare, io penso al sig. X o Y che viene scarcerato magari dopo tantissimi anni perché ha commesso un grave reato, e ha subito in cella a lungo condizioni incivili, strazianti, vicine alle torture, e vi chiedo: lui avrà accumulato rabbia, frustrazione e aggressività o uscirà rieducato e pacifico?!Esprimo la mia vicinanza a Gianni Alemanno e a tutte le persone di cui lui ha voluto raccontarci la storia, al fine di rompere un silenzio. Tutto questo ha un colore politico?! No. I temi più delicati necessiterebbero di collaborazione politica, di sinergie, ma ormai molti sanno solo schierarsi con i loro amici o vomitare odio contro il nemico, inconsapevoli che gli altri siamo noi.Dott.ssa Paola Dora, 24 giugno 2026L'articolo Un anno dopo, Alemanno torna libero proviene da Nicolaporro.it.