Rifugi climatici, cosa sono e dove si trovano: la mappa degli «spazi freschi» nelle città italiane per difendersi dal caldo estremo

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Mentre l’Italia è alle prese con un’ondata di calore che da circa una settimana sta portando temperature torride su gran parte del Paese e che, secondo gli esperti, potrebbe protrarsi fino a 11 giorni, nelle città si moltiplicano i rifugi climatici. Si tratta di luoghi gratuiti e accessibili dove trovare sollievo dall’afa: dalle biblioteche ai parchi urbani, passando per centri civici e spazi pubblici climatizzati. Strutture che stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie con cui i Comuni cercano di adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici e di proteggere soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione.Cosa sono i rifugi climaticiI rifugi climatici comprendono strutture pubbliche o private ad accesso libero e gratuito, come biblioteche, musei, centri civici, centri commerciali e parchi dotati di ampie zone d’ombra. Si tratta di luoghi in cui trovare refrigerio durante le giornate più calde, soprattutto per anziani, bambini, persone fragili e cittadini che non dispongono di ambienti climatizzati. Per essere considerati tali, questi spazi devono rispondere ad alcuni requisiti minimi: temperature più basse rispetto all’ambiente esterno, disponibilità di acqua potabile, sedute e servizi igienici. Nel caso delle aree verdi, è richiesta un’ombreggiatura che copra almeno il 70% della superficie.Da Barcellona all’Italia: come nasce il modelloLa prima grande città europea a dotarsi di una rete strutturata di rifugi climatici è stata Barcellona, che nel 2019 ha censito oltre 400 spazi tra biblioteche, scuole, centri civici e parchi. Il modello è stato poi adottato da altre città europee, tra cui Parigi, che ne ha ampliato la diffusione in vista delle Olimpiadi del 2024. In Italia le prime reti ufficiali sono arrivate nell’estate del 2025. Bologna e Firenze hanno avviato programmi di mappatura e segnalazione dei punti di ristoro climatico, seguite successivamente da altri Comuni.Milano: 116 «spazi freschi» in tutta la cittàMilano è tra le città più attive sul fronte dell’adattamento al caldo. Il Comune ha individuato 116 luoghi ribattezzati «spazi freschi», distribuiti tra parchi, biblioteche e case di quartiere. Tra le principali aree verdi figurano il Parco Sempione, il Parco Lambro, il Parco Forlanini, il Parco Nord, il Parco Trotter e il Parco di Villa Scheibler. Fanno parte della rete anche numerose biblioteche comunali, tra cui Niguarda, Dergano-Bovisa, Gallaratese, Lambrate, Chiesa Rossa e Parco Sempione, oltre a diverse case di quartiere come Trasimeno, Sant’Uguzzone e San Paolino.Bologna e i 24 punti di ristoro climaticoNel capoluogo emiliano sono 24 gli spazi individuati per offrire riparo dal caldo. La rete comprende diverse case di quartiere, tra cui Lunetta Gamberini, Katia Bertasi, Centro Sociale Montanari e Fondo Comini. Tra gli spazi aperti segnalati ci sono invece i Giardini Bentivogli, i Giardini Padre Caroli, Piazza Giovanni XXIII e il Giardino Lavinia Fontana.Firenze: biblioteche e spazi pubblici climatizzatiAnche Firenze ha aggiornato la propria mappa dei rifugi climatici attraverso una nuova ricognizione degli spazi comunali idonei. Tra i luoghi individuati ci sono la Biblioteca delle Oblate, la Biblioteca Palagio di Parte Guelfa, la Biblioteca Mario Luzi, la Biblioteca del Galluzzo, BiblioteCaNova Isolotto, la Biblioteca Filippo Buonarroti e la Biblioteca Orticoltura.Roma e il progetto «Respiro»Nella Capitale la mappatura è stata realizzata attraverso il progetto «Respiro», promosso dall’Università La Sapienza in collaborazione con il Comune di Roma, Legambiente Garbatella e CittàClima. Tra i rifugi climatici individuati ci sono il Parco del Cavallo Pazzo, il Parco dei Caduti del Mare, il Parco Commodilla, il Parco Falcone e Borsellino, il Parco Ildefonso e il Giardino Albert Sabin, oltre alla piazza telematica dell’Università Roma Tre.Napoli, la mappa realizzata dai cittadiniA Napoli non esiste ancora una rete comunale ufficiale. A colmare il vuoto è stata l’associazione indipendente Cleanap, che ha censito diversi luoghi freschi accessibili alla popolazione. Tra questi figurano il Parco Virgiliano, la Villa Comunale, la Villa Floridiana, i Giardini di Palazzo Reale, il Parco Massimo Troisi, il Parco dei Ventaglieri, l’Orto Botanico e il Museo Pignatelli.Con l’aumento delle temperature e la crescente frequenza delle ondate di calore, i rifugi climatici stanno diventando uno degli strumenti più utilizzati dalle amministrazioni locali per proteggere la popolazione e rendere le città più resilienti agli effetti del cambiamento climatico.Foto copertina: ANSA/ANDY RAINL'articolo Rifugi climatici, cosa sono e dove si trovano: la mappa degli «spazi freschi» nelle città italiane per difendersi dal caldo estremo proviene da Open.