AGI – L'amministrazione americana di Donald Trump ha sospeso temporaneamente le sanzioni petrolifere contro l'Iran, consentendo a Teheran di aumentare le esportazioni e di vendere il greggio a prezzi di mercato dopo anni in cui era stata costretta a praticare sconti agli acquirenti disposti a rischiare le restrizioni economiche americane. La decisione è arrivata dopo la prima giornata di colloqui di pace in Svizzera tra Stati Uniti e Iran. Il dipartimento del Tesoro ha emesso una licenza di 60 giorni che autorizza la produzione, la consegna e la vendita di petrolio iraniano nell'ambito dell'intesa preliminare firmata la scorsa settimana da Washington e Teheran.Inoltre, come ha detto il capo negoziatore iraniano, Mohamed Bagher Ghalibaf, intervenendo a Muscat, "ieri in Svizzera è stato raggiunto l'accordo per sbloccare 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati". Inoltre ha spiegato: "Abbiamo concordato in Svizzera una linea di comunicazione riguardo allo Stretto di Hormuz per evitare qualsiasi conflitto".Le dichiarazioni di TrumpSull’andamento dei negoziati interviene anche Donald Trump. "Stiamo andando molto bene per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz. Ieri abbiamo ricevuto più petrolio di quanto ne sia mai passato attraverso lo Stretto", dichiara il presidente americano parlando dalla Casa Bianca. "Lo Stretto è completamente aperto, lo sapete, e stiamo negoziando, vedremo come andrà a finire, ma abbiamo due cose: abbiamo uno Stretto aperto e abbiamo un Paese che non avrà mai un'arma nucleare", aggiunge.Il ruolo di Vance e le ispezioniIl vicepresidente americano JD Vance ha definito i negoziati una "ottima base" per un accordo duraturo volto a porre fine alla guerra iniziata a febbraio dagli Stati Uniti e da Israele. La tregua firmata la settimana scorsa prevede 60 giorni per raggiungere un'intesa, con la possibilità di estendere il termine. Secondo Vance, Teheran avrebbe inoltre accettato di consentire il ritorno degli ispettori delle Nazioni Unite nei siti nucleari iraniani. "Gli iraniani stanno permettendo agli ispettori sulle armi, agli ispettori nucleari, di entrare nel loro Paese per la prima volta dopo molto tempo", ha dichiarato. La questione è stata però presentata in modo diverso da Teheran. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha affermato ai media di Stato che l'Iran non ha assunto "nuovi impegni" sulle ispezioni nucleari e che ogni rapporto con gli ispettori dell'Aiea avverrà "secondo le procedure esistenti". Il presidente Donald Trump ha invece rivendicato il risultato come un successo chiaro, scrivendo su Truth che l'Iran "accetterà importanti ispezioni sulle armi".Il precedente accordo nucleareIl ritorno degli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica e la sospensione delle sanzioni riprendono alcuni elementi centrali dell'accordo nucleare dell'era Obama, da cui Trump si era ritirato nel 2018. Proprio quel precedente mostra la complessità del percorso negoziale aperto in Svizzera.Tensioni e sviluppi regionaliL'Iran aveva iniziato a limitare le ispezioni ai propri impianti nucleari dopo il ritiro americano dall'accordo del 2015 e le aveva quasi completamente interrotte lo scorso anno, dopo che alcuni siti erano stati colpiti da attacchi statunitensi e israeliani. Teheran sostiene da tempo che il proprio programma nucleare abbia finalità civili. I capi delle due delegazioni, Vance e il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, hanno lasciato la Svizzera dopo una maratona negoziale iniziata domenica e mediata da Qatar e Pakistan. I mediatori hanno parlato di "progressi incoraggianti". Vance ha spiegato che sono stati stabiliti nuovi canali di comunicazione per ridurre le tensioni nello Stretto di Hormuz e in Libano, dove Israele e Hezbollah sembrano aver attenuato gli attacchi reciproci. Entrambi i dossier hanno complicato il fragile cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. "È un lavoro in corso", ha affermato Vance, aggiungendo che il nuovo processo sul Libano servirà a garantire che la situazione "non sfugga di nuovo al controllo in futuro".Fondi congelati e nodo nucleareResta aperta anche la questione degli asset iraniani congelati, una delle richieste centrali di Teheran. Vance ha illustrato una proposta per un possibile sblocco in una fase successiva, mentre il governatore della banca centrale iraniana ha affermato che sarebbero stati firmati i "memorandum necessari" per avviare il rilascio dei fondi. Il vicepresidente americano ha però lasciato intendere che non esiste ancora un accordo finale su questo punto. Sul fronte dello Stretto di Hormuz, il traffico marittimo è aumentato nel fine settimana, pur restando molto al di sotto dei livelli precedenti alla guerra. Vance ha insistito sul fatto che lo stretto "è aperto" alla navigazione commerciale, nonostante la confusione generata dall'annuncio iraniano di una nuova chiusura in risposta ai combattimenti in Libano. Il dossier più delicato, quello del programma nucleare iraniano e delle scorte di uranio arricchito, è stato invece rinviato. Finora Teheran ha ribadito solo il proprio impegno a non sviluppare armi nucleari. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha però dichiarato domenica che l'Iran "non arretrerà mai" dal proprio diritto ad arricchire uranio.