AGI - Le azioni di SpaceX hanno chiuso la seduta di lunedì in forte ribasso, perdendo il 16% e scendendo sotto il prezzo registrato il 12 giugno, giorno della maxi offerta pubblica iniziale che aveva segnato il debutto del gruppo tecnologico di Elon Musk sul Nasdaq. Si tratta della terza seduta consecutiva di cali per la società, protagonista appena dieci giorni fa della più grande Ipo della storia.A fine giornata il titolo ha chiuso a 154,60 dollari per azione, sotto i 160,90 dollari del giorno del debutto. Il 16 giugno aveva invece raggiunto un massimo di 201,80 dollari. Rispetto al picco toccato una settimana fa, le azioni hanno così perso circa il 23% del loro valore. L'offerta pubblica iniziale aveva consentito alla società e agli azionisti delle quote precedentemente detenute in forma privata di raccogliere oltre 85 miliardi di dollari. Nonostante il calo, SpaceX mantiene una capitalizzazione di mercato di circa 2.000 miliardi di dollari, superiore a quella di Walmart e della casa madre di Facebook, Meta.La vendita massiccia del titoloLa vendita massiccia del titolo si è inserita in un contesto di debolezza più ampia dei mercati, che ha colpito anche altri grandi gruppi tecnologici. Le azioni di Alphabet, la società madre di Google, hanno registrato la peggiore performance giornaliera da oltre un anno. L'indice S&P 500 ha chiuso in calo dello 0,43%, mentre il Nasdaq ha perso l'1,3%.I timori degli investitoriGli investitori del settore tecnologico temono che un aumento dell'inflazione nel breve periodo possa accrescere il peso del debito delle grandi società che hanno preso in prestito ingenti somme per finanziare le infrastrutture legate all'intelligenza artificiale. A influenzare il sentiment del mercato è stata anche un'indiscrezione pubblicata da Bloomberg, secondo cui SpaceX starebbe valutando una raccolta di almeno 20 miliardi di dollari attraverso un'emissione obbligazionaria. La notizia ha preoccupato gli investitori, descritti come "diffidenti nei confronti dell'ingente quantità di liquidità necessaria per finanziare le ambizioni tecnologiche" dell'azienda. La seduta negativa ha coinvolto anche numerosi titoli legati ai consumi, tra cui Amazon, Chipotle, McDonald's, Home Depot e Netflix.