Dall’UE una cambiale che pagheremo per decenni: e ora frugano nelle nostre tasche per coprire la fregatura

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L’Ufficio Parlamentare del Bilancio rivela che il costo dei prestiti europei sarà ancora più salato del previsto, di quello che io vi avevo anticipato nei precedenti mesi ed anni. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che i giornali italiani e tutto il mondo della politica ha incensato per anni, si rivela, come io avevo previsto, un impegno finanziario gravoso, non una donazione. Un prestito da restituire con interessi che peserà sulle casse italiane fino al 2056. Trenta anni. Non contributi a fondo perduto: prestiti da restituire con interessi — aggiungo: salati.Secondo l’Ufficio Parlamentare di Bilancio, l’Italia dovrà versare 21 miliardi aggiuntivi di interessi per il prossimo quadro finanziario pluriennale. A questo si sommano i rimborsi diretti per i 123 miliardi di prestiti ricevuti. Stiamo parlando di cifre enormi, che rendono il complesso praticamente paragonabile a una manovra finanziaria dello Stato. Come fai a restituire tali oneri? Tagliando spesa pubblica. E dove andremo a tagliare? Istruzione, sanità. Cos’altro faremo? Aumenteremo le tasse. Avete capito cos’è il PNRR?La Commissione riduce le risorse e cerca nuove tasseLa Commissione Europea sta nel frattempo riducendo le risorse destinate ad agricoltura e coesione, privilegiando competitività e difesa. Per l’Italia questo significa una riduzione delle risorse spettanti da 81 a 72 miliardi. Miliardi in meno. E per coprire i rimborsi, Bruxelles tenta di ricorrere a nuove imposte — risorse che attingono direttamente dai bilanci nazionali. Ossia: i soldi li pagano i bilanci degli stati. E i bilanci degli stati da dove prendono i soldi? Da noi. Come li prendono? Con le tasse.Spero che questo mio modo di spiegarvi le cose sia più chiaro delle leggende fantomatiche dei giornali sui “contributi europei”. Non esistono i contributi europei: sono i soldi nostri. Molti di questi fondi saranno peraltro gestiti centralmente, penalizzando gli stati con minore capacità amministrativa. L’illusione di una crescita garantita dai fondi europei è una cambiale che l’Italia dovrà pagare per decenni.Per fortuna ci sono ancora gli imprenditori seriPer fortuna, io con gli imprenditori che vengono da me in consulenza parliamo invece dei problemi reali dell’impresa. Anche stamattina incontrerò una piccola e media impresa e parleremo di come continuare a portare avanti le aziende in un mondo come questo, fatto di matti.Malvezzi Quotidiani, l’Economia Umanistica spiegata bene | Con Valerio MalvezziThe post Dall’UE una cambiale che pagheremo per decenni: e ora frugano nelle nostre tasche per coprire la fregatura appeared first on Radio Radio.