Senza cuoco e con i premi congelati, la Nazionale africana si gioca tutto contro Haaland dopo il ko con la Francia. E in caso di vittoria si festeggia ad hamburgerUn commissario tecnico senza contratto fino a poche ore fa, un cuoco rimasto a lungo bloccato in patria e un hotel talmente inadeguato da costringere i giocatori ad affidarsi ai fattorini delle app di delivery per cenare in modo decente. Sembra la trama di una commedia surreale, eppure è la paradossale avventura che il Senegal sta vivendo in questo suo tribolato Mondiale negli Stati Uniti.La spedizione dei “Leoni della Teranga” in terra americana è iniziata sotto i peggiori auspici logistici ed economici. Oltre a un albergo a New Brunswick (New Jersey) che offre un servizio di ristorazione decisamente non all’altezza per degli atleti professionisti, l’intero gruppo squadra deve fare i conti con pendenze finanziare non indifferenti. I calciatori non hanno ancora ricevuto i bonus promessi per la qualificazione mondiale e per la recente Coppa d’Africa, mentre il ct ha guidato la squadra senza percepire lo stipendio per cinque mesi, con un contratto regolarizzato solamente in extremis per una “questione di principio”.Una situazione esplosiva che fa da strascico alle polemiche continentali di gennaio: il Senegal ha vinto l’ultima Coppa d’Africa, ma il trofeo è finito sub iudice perché la squadra aveva abbandonato il campo in segno di protesta per un rigore dubbio concesso al Marocco. In attesa del verdetto del Tribunale Sportivo, la coppa è gelosamente custodita dal Presidente della Repubblica Bassirou Diomaye Faye.Eppure, in mezzo a questo caos organizzativo, nessuno ha alzato ufficialmente la voce, per puro attaccamento alla maglia. L’attenzione deve infatti spostarsi sul campo, dove il quadro è altrettanto critico. Dopo la sconfitta all’esordio contro la Francia, il Senegal è ancora fermo a zero punti. Stanotte (alle 2 ora italiana) andrà in scena un match da dentro o fuori contro la Norvegia, reduce da un poker all’Iraq. A far tremare Koulibaly e compagni è soprattutto il “vichingo” Erling Haaland, già autore di una doppietta al debutto. Servirà un’impresa titanica per disinnescare il bomber scandinavo. Se il miracolo dovesse compiersi, la squadra sa già come festeggiare: niente lussi, solo una maxi-ordinazione di hamburger e patatine via smartphone, consegnata direttamente negli spogliatoi.