Lun, 22 Giu 2026«Una Serie A forte è di interesse per tutto il calcio italiano e deve essere messa nelle condizioni di competere con le altre leghe». DiMarco SacchiCondividi l'articoloEzio Simonelli (Foto: CF - Calcioefinanza.it)Un messaggio alla politica, ma anche un richiamo interno al calcio italiano. Nel corso dell’assemblea elettiva della FIGC, il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli ha tracciato la linea della massima serie, sottolineando la necessità di avviare una nuova fase di riforme e di confronto istituzionale. Simonelli ha aperto il suo intervento partendo dal momento attraversato dal calcio italiano: «Non è normale e positivo essere qui dopo un anno dall’ultima assemblea. Il calcio sta attraversando una fase complessa, che impone una riflessione seria e onesta. Non possiamo cambiare quello che è accaduto, ma possiamo trasformare la delusione in un punto di partenza». Il presidente della Lega Serie A ha poi rivendicato alcuni segnali positivi arrivati dal campionato: «Parlo per la Serie A, abbiamo segnali incoraggianti: l’audience è cresciuta, abbiamo una capienza media da 30mila spettatori. Non tutto va bene, lo sappiamo, ma proprio perché il momento è delicato dobbiamo affrontarlo senza semplificazioni». Da qui il richiamo alla necessità di interventi strutturali e di un lavoro comune tra le componenti: «Serve coraggio e servono le riforme, oltre alla volontà di lavorare assieme. Abbiamo unità con le altre componenti, abbiamo stipulato un nuovo contratto collettivo con l’AIC e abbiamo un dialogo che ci consente di fare bene le cose». Simonelli ha quindi insistito sul peso della Serie A nell’intero sistema calcistico nazionale: «Una Serie A forte è un interesse di tutto il calcio italiano e deve essere messa nelle condizioni di competere con le altre leghe. Vogliamo continuare a essere motore economico con la consapevolezza che questa cosa porti beneficio a tutte le componenti». Guardando al futuro della FIGC, il presidente della Lega Serie A ha indicato la priorità da affidare alla nuova governance federale: «Al futuro presidente chiediamo di intraprendere un progetto di rinnovamento di lungo periodo». Uno dei temi centrali è quello dei giovani italiani. Simonelli ha respinto l’idea che il calcio nazionale non sia più in grado di produrre talento, spostando però l’attenzione sul percorso di crescita: «Non è vero che in Italia non nascono più talenti, il problema è capire perché si disperdano nel percorso che porta all’alto livello. Servono premialità e interventi che rendano conveniente investire sui giovani italiani». Il presidente della Serie A ha poi richiamato anche il lavoro del Governo proprio sulla valorizzazione dei giovani, con un riferimento alla bozza del disegno di legge sulla riforma del calcio italiano, iniziativa del senatore di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi, i cui contenuti sono stati svelati in anteprima da Calcio e Finanza nelle scorse settimane: «Nel progetto del senatore Marcheschi questa cosa è stata interamente recepita e mi fa piacere». Il passaggio più duro è arrivato però sugli stadi, tema sul quale Simonelli ha chiamato direttamente in causa la politica: «È triste constatare che la politica si sia mossa sugli stadi solo in vista di EURO 2032». Secondo Simonelli, il rapporto con le istituzioni deve essere ricostruito su basi diverse, anche alla luce delle tensioni degli ultimi mesi: «Bisogna avere un dialogo con la politica, anche se in questo momento i rapporti non sono idilliaci». Il presidente della Lega Serie A ha quindi lanciato in chiusura un messaggio netto al Governo e al mondo politico: «Quando poi i risultati ci daranno ragione, cercheranno di saltare sul carro dei vincitori, e questo ce lo ricorderemo. Quello che chiediamo al Governo e alla politica è di sederci dalla stessa parte del tavolo, perché quello che è nell’interesse del calcio è anche nell’interesse del Paese». Developed by 3x1010