A quasi un mese dall’addio dell’intera dirigenza sportiva e dell’allenatore, il Milan ha scelto la strada interna. Nessun nuovo direttore tecnico, nessun nuovo direttore sportivo, nessuna figura di peso in arrivo dall’esterno per ridare un volto immediatamente riconoscibile all’area sportiva. Dopo settimane di colloqui, valutazioni e contatti – compreso quello con Markus Krösche dell’Eintracht Francoforte – il proprietario Gerry Cardinale ha deciso di ridisegnare il club pescando dentro la struttura già esistente. Una scelta che farà sicuramente discutere, perché i profili scelti da Cardinale non accenderanno l’entusiasmo della piazza, specialmente considerando che la definizione del nuovo organigramma ha richiesto praticamente un mese intero, per poi fermarsi tra le mura di Casa Milan. La nuova stagione rossonera nascerà così da un modello collegiale, con una struttura piramidale al cui vertice ci sarà proprio Cardinale. Sarà il proprietario di RedBird ad avere l’ultima parola sulle decisioni strategiche, con un coinvolgimento molto più diretto rispetto al passato. Il modello Liverpool e Calvelli verso il ruolo di AD Il nuovo Milan prenderà forma attorno a un gruppo di lavoro che dovrà collegare proprietà, management e allenatore. L’idea è quella di costruire una struttura snella, con competenze definite e integrate tra loro: analisi, scouting, sostenibilità economica, player trading e sviluppo dei giovani. Un modello che guarda al Liverpool, club che Cardinale ha imparato a conoscere come azionista del Fenway Sports Group (la holding proprietaria dei Reds). Il primo tassello riguarda la guida manageriale. Massimo Calvelli sembra destinato a diventare il nuovo amministratore delegato del Milan, raccogliendo l’eredità di Giorgio Furlani. Non c’è ancora una strada certa su questo fronte, ma va ricordato che l’ex CEO dell’Atp – come raccontato da Calcio e Finanza – ha già assunto parte delle deleghe dell’ex AD rossonero. Molto probabilmente sarà necessario attendere l’assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio per avere l’ufficialità del nuovo ruolo. Un gradino sotto il proprietario, nella nuova architettura rossonera, ci saranno quindi Calvelli e Rúben Amorim. Il tecnico portoghese avrà un peso specifico rilevante nella costruzione della rosa. Sarà lui a indicare le esigenze tecniche: ruoli, caratteristiche dei giocatori, profili funzionali al sistema di gioco. Il compito della struttura sarà tradurre queste richieste in operazioni concrete di mercato. Il team per il mercato guidato da Hendrik Almstadt Il riferimento principale per le trattative sarà Hendrik Almstadt, nominato direttore del player trading. In sostanza, sarà lui a guidare le attività di compravendita dei calciatori. Tedesco, ex direttore sportivo dell’Aston Villa e già all’Arsenal con Arsène Wenger, Almstadt era stato portato al Milan nel 2019 da Ivan Gazidis, con cui aveva lavorato proprio ai Gunners. È considerato uno dei pionieri nell’utilizzo dell’analisi dei dati applicata al calcio e rappresenterà la figura più importante della nuova area sportiva operativa. Accanto ad Almstadt agirà Bobby Gardiner, promosso a direttore della Football Intelligence. Il suo ruolo sarà quello di coordinare scouting, report e analisi dei dati, lavorando su una mole rilevante di informazioni provenienti sia dalla rete interna sia da database esterni. Gardiner sarà anche uno dei dirigenti più vicini ad Amorim sul piano tecnico, con il compito di confrontarsi con l’allenatore sulle esigenze della squadra e sui profili da individuare. A capo dello scouting resterà Donato Lomonte, dirigente di lungo corso all’interno del Milan. A lui faranno riferimento gli osservatori del club, una rete composta da otto scout distribuiti tra Italia, Inghilterra, Francia, Argentina, Olanda e Belgio. La componente economica sarà invece seguita anche da David Castelblanco, uomo RedBird vicino a Cardinale e attivo sugli investimenti del fondo nel Milan. I dossier di mercato passeranno anche dalla sua scrivania, con valutazioni legate alla fattibilità finanziaria delle operazioni. In questo schema rimarrà anche Zlatan Ibrahimovic, sempre come consulente della proprietà e figura di riferimento di RedBird all’interno del mondo rossonero. Paolo Scaroni, invece, sarà sempre il presidente e continuerà a occuparsi prevalentemente dei rapporti nell’ambito del progetto per io nuovo stadio. Milan Futuro: Jovan Kirovski sempre alla guida Un capitolo specifico riguarderà Milan Futuro e il settore giovanile. Jovan Kirovski, uomo vicino a Ibrahimovic e coinvolto fin dall’inizio nel progetto della seconda squadra, continuerà a occuparsi dello sviluppo dei giovani, con particolare attenzione ai profili destinati a Milan Futuro e alla Primavera. L’obiettivo sarà individuare e valorizzare ragazzi che un giorno possano diventare utili per la prima squadra. Al suo fianco resterà Vincenzo Vergine, responsabile del vivaio rossonero. Il nuovo Milan, dunque, nasce senza un direttore tecnico e senza un direttore sportivo tradizionale. Cardinale ha optato per una proprietà più operativa, un allenatore chiamato a pesare nelle scelte tecniche e un team di mercato incaricato di trasformare idee, dati e sostenibilità economica in una squadra competitiva. Cardinale avrà però l’ultima parola. E, dopo aver deciso di non affidarsi a una figura esterna forte, si assumerà anche la responsabilità più grande: dimostrare che il modello scelto possa funzionare.