Cresce il mercato dei giochi, ma senza vantaggi per le entrate

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AGI - Il mercato italiano dei giochi pubblici continua a crescere a ritmi sostenuti, ma l'aumento delle scommesse e delle giocate non si traduce in maggiori entrate per lo Stato.Nel 2025 la raccolta lorda ha raggiunto i 165,3 miliardi di euro, in aumento di 7,9 miliardi rispetto ai 157,4 miliardi del 2024 (+4,8%) e di 17,6 miliardi rispetto ai 147,7 miliardi del 2023 (+11,9% nel biennio). Le entrate erariali si sono invece attestate a 11,47 miliardi, in lieve calo rispetto agli 11,56 miliardi del 2024 (-0,7%) e agli 11,63 miliardi del 2023 (-1,3% nel triennio).Rendimento erariale in caloIl rendimento erariale lordo è così sceso dal 7,9% del 2023 al 6,9% del 2025, mentre quello netto, calcolato sulla raccolta al netto delle vincite, è diminuito dal 55,9% al 50,8%, segnando i livelli più bassi degli ultimi anni. Lo rileva un'analisi del Centro studi di Unimpresa, secondo cui il fenomeno descrive una trasformazione strutturale del mercato.Boom dei giochi onlineNel 2025 i giochi online hanno superato per la prima volta i 100,8 miliardi di raccolta, pari a oltre il 60% del totale nazionale, mentre il canale fisico è sceso sotto i 65 miliardi.A trainare il comparto sono soprattutto i giochi di abilità a distanza - poker online, casinò virtuali e giochi di carte - che da soli raccolgono 81,2 miliardi, quasi la metà dell'intero mercato, ma garantiscono allo Stato un rendimento erariale lordo di appena 1,1%, con entrate pari a 875 milioni, appena il 7,6% del gettito complessivo.Ruolo di slot machine e videolotterySituazione opposta per slot machine e videolottery, che con 31,5 miliardi di raccolta producono oltre 5 miliardi di gettito, quasi il 44% delle entrate erariali del settore.Nel 2025 le vincite distribuite ai giocatori hanno raggiunto 143,5 miliardi di euro, pari all'86,8% della raccolta, mentre il margine lordo del settore si è attestato a 21,9 miliardi.Margini e distribuzione del valoreDi questi, 11,5 miliardi sono andati all'Erario e 10,4 miliardi hanno costituito il margine operativo netto della filiera - concessionari, gestori, distributori, tabaccai e ricevitori - in crescita di circa 400 milioni rispetto al 2024.Impatto su operatori e bilancio pubblicoIn sostanza, evidenzia Unimpresa, la crescita del mercato ha favorito gli operatori privati, mentre il bilancio pubblico è rimasto sostanzialmente fermo.L'analisi evidenzia inoltre come la progressiva migrazione verso il digitale, associata a tipologie di gioco caratterizzate da un prelievo fiscale più contenuto, stia comprimendo in modo strutturale il rendimento del comparto.Concentrazione del mercatoContestualmente prosegue il processo di concentrazione del mercato, con pochi grandi operatori che stanno acquisendo concessionari di minori dimensioni, rafforzando ulteriormente il peso del canale online.Il quadro del 2025, primo anno di piena applicazione della riforma dei giochi a distanza e delle modifiche fiscali introdotte dalla legge di bilancio, mostra dunque un settore in forte espansione commerciale ma sempre meno redditizio per le finanze pubbliche: nell'ultimo triennio la raccolta è aumentata di 17,6 miliardi, le vincite di 16,4 miliardi e il margine della filiera di 1,1 miliardi, mentre il gettito fiscale si è ridotto di 155 milioni di euro.Gioco responsabile e tutela"La crescita del gioco online impone di spostare il dibattito dalla sola dimensione fiscale a quella sociale. Quando oltre il 60% della raccolta passa attraverso piattaforme digitali, diventa fondamentale rafforzare gli strumenti di educazione, prevenzione e gioco responsabile, soprattutto nei confronti delle categorie più esposte.La tecnologia offre opportunità importanti, ma rende anche più facile e continuo l'accesso al gioco. Per questo la modernizzazione del settore dovrebbe procedere insieme a maggiori investimenti nella tutela dei consumatori, nella trasparenza e nel monitoraggio dei comportamenti a rischio.La sostenibilità di questo mercato non si misura soltanto dal fatturato o dal gettito, ma anche dalla capacità di conciliare innovazione, responsabilità sociale e protezione delle persone", commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.