Perché non tutte le risate sono uguali

Wait 5 sec.

L'ultima volta che avete riso, è stata una risata di pancia e irrefrenabile, o un riso contenuto, volontario e condiviso? Non esiste un unico modo di ridere, e ora un gruppo di scienziati è riuscito a osservare che cosa succede nel cervello quando si scatena una risata: quali circuiti, cioè, sono coinvolti nel sostenere le risate involontarie e quali invece quelle più "controllate".I risultati del lavoro, pubblicato su Trends in Neurosciences, serviranno «come una sorta di Stele di Rosetta per decodificare molteplici aspetti della comunicazione e dell'uso sociale delle vocalizzazioni» dice Fausto Caruana, scienziato dell'Istituto di Neuroscienze del CNR e primo autore dello studio.. Due tipi di risate. L'esperienza ci insegna che le risate possono avere due diverse sfumature. C'è la risata sguaiata e incontrollabile che ci sorprende nelle situazioni più insolite e che è difficile da arginare: quando se ne va lascia dietro di sé una piacevole sensazione di euforia, ma è anche associata a certe malattie neurologiche o psichiatriche, come l'Alzheimer, la schizofrenia o alcuni disturbi dell'umore.Ci sono poi le risate "sociali", più frequenti, che insorgono in momenti precisi di uno scambio: prendete due persone che ridono per lo stesso motivo al termine di una conversazione, e che poi si fermano insieme. Queste risate sono più intenzionali, durano meno, e mancano di spontaneità.. Percorsi diversi. Per capire quali circuiti cerebrali siano all'origine di queste risate così diverse tra loro, un gruppo di scienziati dell'Istituto di Neuroscienze del CNR di Parma e di University College London ha esaminato le relazioni delle stimolazioni cerebrali pre-chirurgiche usate per mappare le aree cerebrali di interesse nei pazienti con epilessia. Durante questa procedura, i neurochirurghi stimolano elettricamente alcune aree cerebrali mentre i pazienti, coscienti, descrivono le loro sensazioni in tempo reale. Durante questi test, capita che si scatenino nei pazienti risate incontrollate.. L'analisi di questi resoconti e la rianalisi di studi clinici o su animali ha permesso di capire che, alla base delle risate spontanee, c'è una rete di regioni cerebrali che controlla e regola il movimento e le emozioni (come la corteccia cingolata anteriore pregenuale, il nucleo accumbens e il polo temporale, la punta più anteriore del lobo temporale del cervello). Stimolare queste regioni produce una risata genuina e involontaria che lascia dietro di sé un umore migliorato e sensazioni di gioia e rilassamento.. Le risate volontarie e controllate sono invece gestite da una rete cerebrale coinvolta nel controllo motorio del volto (anche del sorriso): stimolare queste regioni - come l'opercolo rolandico, il globo pallido e l'area motoria presupplementare - evoca una risata che, però, non è accompagnata da emozioni positive.. Due diverse strade evolutive. Secondo gli scienziati, la risata spontanea sarebbe più antica, dal punto di vista evolutivo, e sarebbe nata per prevenire l'aggressività e rafforzare i legami sociali tra animali: si tratterebbe, cioè, di un modo per allentare le tensioni in situazioni giocose ed evitare che queste interazioni sfocino in conflitto. Non a caso, molti animali producono vocalizzi incontrollati simili alle nostre risate in questi contesti.Le risate volontarie sarebbero invece più recenti: la rete di aree cerebrali che le controlla è sovrapponibile con quella che controlla il linguaggio. L'idea è che siano, insomma, un modo alternativo di conversare, di condividere un codice comunicativo in determinate situazioni.. Dal punto di vista clinico, aver identificato questi circuiti permetterà di comprendere meglio le forme patologiche delle risate associate ad alcune malattie, e anche di studiare l'effetto analgesico delle risate, che possono essere uno strumento potente per contrastare il dolore..