di Shorsh Surme – Giovedì l’esercito israeliano ha annunciato di aver ucciso sei persone nella città di Zawtar al-Sharqiya e sulle alture di Ali al-Taher, nel sud del Libano, sostenendo che si trattasse di membri di Hezbollah che rappresentavano una minaccia per le proprie forze. Hezbollah ha però definito l’attacco una “flagrante violazione” dell’accordo di cessate-il-fuoco.In una nota, l’esercito israeliano ha affermato che le proprie forze avevano individuato i sei individui nelle due aree e che questi “rappresentavano una minaccia” all’interno della cosiddetta “zona di sicurezza”, riferendosi ai territori occupati. Ha inoltre precisato che le vittime sono state colpite con il supporto di forze aeree e terrestri, senza tuttavia fornire prove sulla loro identità o sulla natura della presunta minaccia.Da parte sua, Hezbollah ha confermato che le operazioni israeliane nei pressi di Zawtar al-Sharqiya costituiscono una “violazione flagrante” del cessate-il-fuoco, ribadendo il proprio impegno a rispettare l’intesa.In un comunicato diffuso giovedì sera, il movimento ha accusato l’esercito israeliano di aver deliberatamente preso di mira civili lungo la strada di Zawtar al-Sharqiya, provocando la morte di due persone. Hezbollah ha inoltre affermato di documentare e monitorare costantemente le violazioni israeliane.Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver autorizzato l’esercito a operare liberamente in Libano per neutralizzare qualsiasi minaccia diretta contro Israele o le comunità del nord del Paese. Ha inoltre ribadito che Israele non si ritirerà dal Libano meridionale e che le proprie forze rimarranno sul posto “finché necessario” per garantire la sicurezza delle città settentrionali.Questi sviluppi si inseriscono in un contesto caratterizzato dal rallentamento degli attacchi israeliani e dalle pressioni esercitate dagli Stati Uniti affinché Israele riduca la tensione lungo il fronte libanese, a sostegno dei negoziati in corso tra Washington e Teheran in Svizzera.Sul piano politico un funzionario del Dipartimento di Stato statunitense ha confermato ad al-Jazeera che i negoziati tra Israele e Libano proseguono, con gli Stati Uniti impegnati a facilitarli. Il funzionario ha aggiunto che le delegazioni israeliana e libanese riprenderanno gli incontri venerdì pomeriggio per continuare a lavorare verso un accordo.Un corrispondente della Radiotelevisione israeliana, citando l’ambasciata israeliana a Washington, ha riferito che i colloqui proseguiranno anche venerdì a causa del protrarsi delle discussioni. Il 18 giugno Washington e Teheran hanno firmato un memorandum d’intesa e, domenica, hanno avviato negoziati per raggiungere un accordo volto a porre fine alla guerra iniziata il 28 febbraio tra Stati Uniti, Israele e Iran. L’intesa prevede anche la cessazione delle ostilità in Libano.Nonostante ciò, Israele ha continuato gli attacchi nei giorni successivi, sostenendo di colpire obiettivi di Hezbollah, prima di ridurne significativamente l’intensità a partire da domenica scorsa.Dal 2 marzo Israele conduce un’offensiva contro il Libano che, secondo i dati ufficiali libanesi, ha provocato lo sfollamento di oltre un milione di persone. Israele continua inoltre a occupare aree del Libano meridionale, alcune da decenni e altre conquistate durante la guerra del 2013-2014. Nell’attuale offensiva ha esteso la propria incursione a oltre dieci chilometri all’interno del territorio libanese, raggiungendo la penetrazione più profonda dal ritiro del 2000.