Questione di sicurezza. Perché la Casa Bianca limita l’ultimo modello di OpenAI

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Quel che vale per Anthropic, vale quasi sempre anche per OpenAI. La Casa Bianca è scesa in campo per bloccare il rilascio dell’ultimo modello GPT-5.6, o quantomeno per limitarlo alle aziende abilitate dal governo. Troppo potente per poterlo diffondere a chiunque. Dai test è emerso che è in grado di identificare più in profondità eventuali vulnerabilità presenti nel sistema: se la versione precedente si fermava a un punteggio dell’81,8%, quest’ultima arriva all’85,6% grazie alla sua maggiore capacità di analizzare i codici e di individuazione delle vulnerabilità presenti nel sistema. In base a quanto riportato dal sito Axios, mercoledì il segretario al Commercio Howard Lutnick si è incontrato con il ceo dell’azienda Sam Altman per comprendere se il modello fosse stato approvato da tutti i settori governativi. E dunque se fosse considerato pienamente sicuro. Evidentemente, non lo era.La speranza di Altman è che possa procedere al rilascio entro un paio di settimane. Parlando con The Information, il giovane miliardario si è detto disposto a collaborare con il governo in ogni modo, così da “raggiungere un approccio più sostenibile per i futuri rilasci”. La questione infatti è centrale. La Casa Bianca sembra aver cambiato approccio sulla questione, almeno in modo parziale. L’idea è quella di circoscrivere un perimetro entro cui le aziende tecnologiche possano operare prima di rilasciare i loro modelli. Tra le richieste c’è anche quella di condividerli preventivamente con le istituzioni, così da aumentare il grado di sicurezza.Proprio quello che è accaduto – per la prima volta – con GPT-5.6: il limite è arrivato dopo che la Casa Bianca ha potuto visionarne un’anteprima. Ciò che ha potuto notare è che le sue potenzialità erano molto simili a quelle di Mythos, il modello di Anthropic che è stato relegato a un gruppo di aziende specifiche proprio per governarlo al meglio e mitigare i suoi rischi. Ma lo scontro tra Anthropic e il Pentagono, scoppiato sulla licenza di utilizzare liberamente gli strumenti della startup, ha portato la startup nella lista nera del governo americano, che ha imposto la sospensione dei modelli Mythos 5 e Fable 5. Una decisione forte, certamente più dura rispetto a quella scelta per OpenAI, ma che riflette il cambio di passo americano: prima il controllo, poi il rilascio.Il timore di essere perforati da malintenzionati è alto e ben giustificato. Giovedì è stata Anthropic a denunciare il colosso cinese Alibaba per aver lanciato un’operazione finalizzata ad accedere illegalmente al suo modello Claude. Avrebbe creato all’incirca 25.000 account fake, generando poco meno di 29 milioni di interazioni tra la fine di aprile e l’inizio di questo mese. Gli hacker volevano entrare per copiare alcune funzionalità del modello, come il ragionamento autonomo, la programmazione software e l’elaborazione di compiti complessi. Non è la prima volta che accade. E non sarà di certo nemmeno l’ultima. Per questo la richiesta di Anthropic al Congresso è chiarissima: “Chiudere le scappatoie che consentono ai laboratori di IA della Repubblica popolare cinese di accedere ai chip statunitensi avanzati e sanzionare quelli responsabili degli attacchi di distillazione”.