Iran-Usa, si torna a parlare di colloqui. Teheran nega, Trump rilancia. In Libano raid israeliani sul tunnel di Hezbollah

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Dire * –Tregua o non tregua, si continuano a lanciare missili e droni in Medio Oriente. Ma dopo l‘ultimo botta-e-risposta tra Teheran e Washington, nello stretto di Hormuz, Iran e Stati uniti hanno concordato di porre fine alle recenti ostilità nel Golfo e di riprendere i colloqui. Lo ha dichiarato un funzionario statunitense, alimentando le speranze di salvare l’accordo di pace provvisorio di 14 punti messo a punto lo scorso 17 giugno che prevede la riapertura al traffico dello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riportato dall’agenzia Axios, i colloqui dovrebbero riprendere martedì in Qatar, nonostante Stati Uniti e Iran si accusino reciprocamente di aver violato il cessate il fuoco previsto nell’intesa e nonostante le ultime durissime minacce del presidente Usa Donald Trump alla Repubblica islamica che suonano su è giù così: se Teheran non rispetta l’accordo per porre fine alla guerra, cesserà di esistere.A complicare le cose, nel frattempo, arrivano le ultime dichiarazioni di Teheran che smentiscono l’ipotesi di un incontro con gli interlocutori statunitensi in settimana. Secondo quanto riportato dalle agenzie iraniane infatti, un funzionario del regime sosterrebbe che non è previsto alcun incontro diretto con gli Stati Uniti, tantomeno per domani, martedì 30 luglio.A parlare è stato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi secondo cui “al momento non vi è alcuna intenzione di tenere incontri con funzionari statunitensi dei gruppi tecnici in Qatar questa settimana”. E dunque “sebbene le consultazioni con il Qatar, anche in merito al monitoraggio dell’attuazione degli impegni assunti dall’altra parte, proseguano come di consueto – ha sostenuto – le notizie diffuse da alcuni media secondo cui si terranno colloqui tecnici dei gruppi di lavoro a Doha non possono essere confermate”, ha affermato Gharibabadi, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Tasnim. “Il primo ciclo di colloqui tecnici nell’ambito dei gruppi di lavoro designati si terrà quando saranno soddisfatte le condizioni e dopo che sarà raggiunto un accordo su data e luogo. Le consultazioni a riguardo continuano attraverso i paesi intermediari”, ha aggiunto.Di tutt’altro avviso invece Donald Trump. Il presidente americano infatti annuncia trionfante dal proprio social Truth che “l’Iran ha richiesto un incontro. Si terrà domani a Doha!”. Insomma, Trump smentisce la smentita iraniana.Nel frattempo non si registra nessuno stop dei raid israeliani in Libano, nonostante appena due giorni fa il Paese del Cedro e Israele abbiano raggiunto un accordo di sicurezza, mediato dagli Stati Uniti e bocciato da Hezbollah, per porre fine agli attacchi. L’esercito israeliano infatti fa sapere dai suoi canali social di aver smantellato importanti infrastrutture sotterranee di Hezbollah nel Libano meridionale, nella città di Majdal Zoun. Le forze della Divisione 91 hanno distrutto un percorso sotterraneo “creato utilizzando tecnologia ed esperienza riconducibili al regime iraniano – riporta Avichay Adraee, portavoce dell’Idf dai suoi canali social – dove la lunghezza del tunnel superava i 200 metri e la profondità più di 25 metri, e al suo interno sono stati trovati centinaia di pezzi di armi e quattro bocche da fuoco puntate verso i territori dello Stato di Israele”.Quest’ultimo attacco è avvenuto dopo un altro raid di sabato, a breve distanza dall’ultimo accordo di cessate il fuoco raggiunto con il Libano venerdì, volto ad allentare le ostilità lungo il confine con la previsione di un ritiro graduale delle truppe israeliane da alcune zone del Libano meridionale. In più al-Jazeera riporta le immagini della devastazione causata da attacchi israeliani a Tiro, in un sito patrimonio dell’Unesco.Sempre al-Jazeera riporta le ultime dichiarazioni del ministro degli Esteri iraniano Araghchi che rivendica il controllo esclusivo di Teheran sullo Stretto di Hormuz e alza così di nuovo tensione con gli Stati uniti, in vista della ripresa dei colloqui previsti domani. Durante una conferenza stampa con il suo omologo iracheno a Baghdad, Abbas Araghchi ha infatti affermato che il memorandum d’intesa conferisce a Teheran il controllo della via navigabile.* Fonte: agenzia Dire.