Dentro una miniera attiva a 100 metri di profondità: il data center più insolito d'Europa è in Italia

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In Italia è appena stato inaugurato un posto unico nel suo genere. A 12°C costanti, con 100 metri di roccia sopra la testa e un supercomputer che ronza in una delle sale, Intacture è probabilmente il data center più insolito d'Europa. E attenzione, non è una metafora: la struttura è stata ricavata all'interno di una miniera ancora attiva e usa il freddo naturale della montagna come suo principale vantaggio competitivo. Questo particolare sito tecnologico si trova a Predaia, in Val di Non, ed è stato costruito per ospitare un supercomputer dell'Università di Trento. Una scelta fatta con molta oculatezza, che propone sfide innovative sia per la parte tecnica che per quella ambientale.Il punto tecnico più interessante di Intacture riguarda l'efficienza energetica: il PUE, il parametro che misura quanta energia un data center consuma in totale rispetto a quella usata effettivamente per il calcolo, dovrebbe restare sotto 1,25. Significa circa il 30% in più di efficienza rispetto alla media europea, semplicemente sfruttando il freddo della montagna al posto dei costosi impianti di raffreddamento artificiale. Per capire l'ordine di grandezza: i grandi data center tradizionali sprecano una quantità enorme di energia solo per tenere i server freschi. A regime, la struttura potrà raggiungere una potenza di 6 megawatt e una capacità di calcolo stimata fino a 200 petaflops per le applicazioni di intelligenza artificiale. Non è roba da poco: si parla di una potenza di calcolo che fino a pochi anni fa era appannaggio esclusivo dei supercomputer nazionali.Il progetto nasce da un investimento complessivo superiore a 50 milioni di euro, finanziato in parte con 18,4 milioni dall'Unione Europea tramite il PNRR, con il contributo dell'Università di Trento e di imprese del territorio. Il rettore Flavio Deflorian ha specificato che l'ateneo ha messo il know-how ma nessuna esposizione finanziaria diretta, e che l'obiettivo è raggiungere progressivamente il pareggio tra costi di gestione e ricavi dai servizi offerti alle imprese. Oltre al calcolo per la ricerca, la struttura punta a offrire servizi cloud e AI alle aziende, con l'ambizione di trasformare la Val di Non in un polo tecnologico. La protezione fisica garantita dalla montagna, tra l'altro, la rende particolarmente adatta a ospitare dati sensibili: 100 metri di roccia sono un firewall naturale piuttosto efficace contro le intrusioni fisiche.Intacture è il primo data center europeo costruito dentro una miniera attiva e dimostra che l'infrastruttura digitale può trovare soluzioni architettoniche inaspettate, magari nelle stesse cave che fino a poco tempo fa stagionavano formaggi e affinávano spumante. Se il modello funzionerà davvero, potrebbe diventare un riferimento per chi cerca alternative sostenibili ai data center tradizionali, in un momento in cui la domanda di capacità di calcolo per l'AI europea cresce più velocemente di quanto riusciamo a costruire infrastrutture per supportarla.L'articolo Dentro una miniera attiva a 100 metri di profondità: il data center più insolito d'Europa è in Italia sembra essere il primo su Smartworld.