AGI - Venerdì 26 luglio la riforma della legge elettorale targata centrodestra approda in Aula alla Camera. La decisione è annunciata al termine della conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Al via quindi con la discussione generale, mentre nella capigruppo del primo luglio verranno stabiliti i tempi dell'esame che ci si attende contingentato."È l'ennesima forzatura ed è la dimostrazione che la maggioranza impedisce al Parlamento di lavorare", protesta la capogruppo del Pd Chiara Braga, che accusa il centrodestra di avere "un'unica ossessione: cambiare la legge elettorale per paura di perdere le elezioni".Il nodo della mediazioneDurante la riunione dei capigruppo, le opposizioni, viene riferito, respingono la mediazione del presidente Lorenzo Fontana, che aveva proposto uno slittamento di due giorni e l'approdo in Aula lunedì 29. "Abbiamo assistito a un continuo dichiarare da parte della maggioranza di una disponibilità al confronto: solo parole a favore di telecamere, in capigruppo e in commissione stanno dimostrando il contrario", aggiunge Maria Elena Boschi di Italia viva.Critiche sul metodoBoschi spiega: "Non vogliono arrivare a votare in commissione sui nodi per loro cruciali delle preferenze perché arriverebbero alle divisioni. Il loro obiettivo è troncare i lavori in commissione e portarci in Aula senza una discussione nel merito. L'ennesima forzatura". Per Marco Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra "la destra e il governo sono in apnea; vogliono arrivare in Aula e finire in fretta i lavori della commissione".Timori e sospetti dell'opposizione"Noi siamo sereni: non abbiamo paura di alcuna legge elettorale che ci arriverà addosso. Ci preoccupa l'idea di democrazia che ha questa maggioranza e abbiamo il sospetto che questo testo sia blindato, che non ci saranno emendamenti della maggioranza che saranno approvati. Questa è probabilmente tutta una farsa: vogliono dare l'impressione di una unità che non c'è per sospendere tutto e vedere cosa succede dopo l'estate", conclude Grimaldi. Carmela Auriemma, vicecapogruppo di M5s, è sulla stessa linea.Scontro sugli emendamenti"Con 300 emendamenti da esaminare due giorni non bastano. Vorremmo un confronto franco sulle preferenze che questa maggioranza invece non vuole". "Sulla legge elettorale bisogna ricostruire il fronte che ha sconfitto la destra sulla giustizia. Serve una mobilitazione per denunciare il nuovo strappo sulle regole", chiede Stefano Bonaccini, durante la direzione nazionale del Pd.Il caso dell'ordine in listaIntanto, in commissione Affari costituzionali proseguono, a partire dal pomeriggio, le votazioni degli emendamenti. Ed è scontro tra Futuro nazionale e Lega dopo la bocciatura di un emendamento presentato da Edoardo Ziello in cui si chiede che l'ordine di iscrizione dei candidati nella scheda elettorale e nei manifesti sia stabilito tramite estrazione a sorte della lettera iniziale del cognome.Le reazioni dei partitiL'obiettivo era fare in modo che i candidati non potessero essere inseriti "in un ordine gerarchico o bloccato", spiega Ziello, che ha parlato di "emendamento trappola" presentato per 'stanare' la Lega. "Dopo essersi recentemente scoperto sostenitore delle preferenze, il generale Vannacci e il suo partito presentano una proposta che va nella direzione opposta", protesta Igor Iezzi. Anche Forza Italia critica una proposta ritenuta "incomprensibile". "Noi vogliamo ridare sovranità al popolo italiano. Nessuno vuole le preferenze in legge elettorale", replica Vannacci.Accuse sui lavori parlamentari"E noi che siamo la feccia stiamo con quella feccia della maggioranza dei cittadini italiani che invece vogliono poter eleggere i propri rappresentanti. Abbiamo inserito i nostri emendamenti nella proposta di legge ma con i soliti giochi di palazzo ci vogliono escludere", lamenta il generale. "Sinistra e Alleanza di Centrodestra non vogliono neanche mettere ai voti i nostri emendamenti sulle preferenze, sulla revisione dell'alternanza di genere e sulla raccolta firme in digitale".