Mentre il grande caldo sull’Italia si avvicina al picco, con 18 città da bollino rosso, dormire per molti italiani è diventata una missione impossibile. Ma davvero il caldo è un killer per il sonno? “La risposta è sì. Durante la fase iniziale, quella che chiamiamo l’induzione del sonno, la temperatura del nostro corpo tipicamente si abbassa. Questo accade grazie all’intervento di un organo del nostro cervello chiamato ipotalamo, il quale manda precisi segnali per l’abbassamento della temperatura corporea. Se c’è troppo caldo, il lavoro dell’ippocampo e’ più difficile”. Parola di Domenico Praticò, professore di Scienze neurali e Founding Director dell’Alzheimer’s Center alla Temple University di Philadelphia, che spiega a LaSalute di LaPresse il legame tra caldo e cervello.“Con il caldo l’ipotalamo può impiegare più tempo per guidare il corpo a raggiungere la temperatura ideale per il sonno. Inoltre, quando l’ambiente in cui cerchiamo di dormire è troppo caldo, il nostro corpo non riesce a perdere calore e questo può anche causare risvegli notturni ripetuti”, dice Praticò.Qual è la temperatura ideale per dormire bene?“Per l’induzione del sonno l’abbassamento della temperatura corporea è molto importante, quindi trovarsi in un ambiente in cui la temperatura sia tra 18 e 22 gradi centigradi sarebbe ideale. Questo facilita di gran lunga il lavoro dell’ipotalamo, insieme a un aumentato rilascio dell’ormone del sonno: la melatonina”.Quindi per un riposo ottimale “se possibile cerchiamo di mantenere l’ambiente intorno a quella temperatura, ma anche di controllare il tasso di umidità. Deve essere intorno al 50% per evitare aria secca nella stanza”, raccomanda il neurologo. Dopo quanto tempo il sonno interrotto influisce sulla prontezza?Nei giorni dell’Anticiclone africano l’effetto sul sonno può creare seri problemi. “Un riposo di 6-8 ore a notte è uno dei più importanti pilastri della salute del cervello. È facile quindi capire che una riduzione della durata o anche solo un sonno interrotto o poco riposante possono avere effetti sia immediati che cumulativi sulla salute cerebrale”, avverte lo specialista.Studi scientifici hanno dimostrato che queste situazioni possono interferire con la normale funzione di aree del cervello importanti per processi attentivi, decisionali e per l’umore (aree della corteccia fronto-temporale e l’ippocampo e amigdala), spiega Praticò. Ma la mancanza di sonno impatta anche sui riflessi, “che potranno risultare un po’ rallentati. Non solo: tutto questo può anche influenzare negativamente processi mnemonici e di esecuzione che possono portare a errori di distrazione nelle nostre attività quotidiane”.Aria condizionata e integratori: cosa fare per riposare bene?“Considerando che per l’induzione del sonno un abbassamento della temperatura corporea è importante, nell’usare un condizionatore bisogna regolarlo a una temperatura che faciliti questo processo fisiologico dell’ipotalmo. Quindi regolare l’aria condizionata intorno ai 24-28 C sarebbe preferibile. Evitiamo sempre di creare ambienti troppo freddi: possono provocare sbalzi di temperatura altrettanto nocivi”, raccomanda.Quanto agli integratori per dormire, “non sempre vanno consigliati a meno che non ci sIano dei chiari segni di deficit di minerali come magnesio e potassio. Come sempre una buona idratazione (almeno 1.5 litri di acqua al giorno) e una dieta ricca in frutta fresca e verdura possono fornire il necessario”, prosegue Praticò.L’aiuto della tecnologia e i segreti del sonnoDevice come orologi e telefonini che monitorano il sonno possono essere utili? “Sì, possono essere utili per avere una panoramica generale delle nostre abitudini notturne (ore di sonno, ore di sveglia, etc.) e scoprire se ci sono variazioni nel tempo. Alcuni device sono anche in grado di misurare la concentrazione dell’ossigeno, molto importante in certi casi in cui si sospetti un’apnea notturna”.“Ma non dimentichiamo che questi dispositivi non possono fornire una diagnosi di malattia e non riescono a distinguere i vari tipi di sonno (profondo, REM, leggero, etc.). Per questi aspetti, se abbiamo un dubbio, dobbiamo rivolgerci allo specialista”, conclude il neurologo.Questo articolo Caldo killer per il sonno? Il segreto dei risvegli ripetuti proviene da LaPresse